L’Udinese si gode il nuovo Atta: «Ogni giorno imparo qualcosa»
Runjaic ha fatto bingo affidandogli la regia e ricevendo in cambio una doppietta nella partita in casa della Lazio. E il prezzo del suo cartellino lievita

Qualunque cosa stia pensando Shahid Khan, è certo che la prossima volta il proprietario del Fulham non potrà più presentarsi con un’offerta da 20 milioni se vorrà portarsi Arthur Atta a Londra, così come fece ai primi di gennaio quando l’Udinese declinò gentilmente l’offerta. Perché da lunedì c’è un Atta tutto nuovo e più scintillante che mai che si aggira sulle trequarti avversarie. E si sa, da che mondo è mondo, che i diamanti non solo luccicano, ma soprattutto costano.
Ecco, partiamo pure dal risvolto economico dei due gol segnati all’Olimpico dal 23enne francese, già Zebretta d’oro per i tifosi dell’Udinese che ci hanno visto lungo come prima di loro hanno fatto Gino Pozzo e Gianluca Nani “andati” fino a Metz per prendersi un talento in erba da far sbocciare sul prato di Udine. Sì, c’è e soprattutto ci sarà un Atta tutto nuovo d’ora in poi, perché la sua prima doppietta italiana firmata con la Lazio è destinata a far lievitare l’autostima oltre al prezzo del cartellino in scadenza a giugno 2029. D’altronde i numeri parlano chiaro con cinque gol e quattro assist nei 2.209 minuti giocati, ovvero quasi la metà dei 1.245 giocati lo scorso anno alla sua prima annata finita con “zero tituli personali”, senza gol e assist. E chissà cosa sarebbe stato se di mezzo non ci fosse stato il mese di stop tra dicembre e gennaio, causato dal bicipite femorale.
«Ogni giorno imparo qualcosa al Bruseschi e voglio continuare così», ha detto Atta a Dazn lunedì dopo la doppietta romana arrivata dopo le firme messe a San Siro con Inter e Milan e a Verona. Sì, all’appello manca ancora la prima gioia al Friuli-Bluenergy Stadium, un desiderio da lui stesso confessato anche al nostro giornale in occasione della premiazione della Zebretta d’oro. Per apporre il sigillo ci saranno ancora Torino e Cremonese, ma siamo certi che molto dipenderà anche da Kosta Runjaic a cui domani sarà rivolta questa domanda: Meglio tenere Atta vicino all’area avversaria? Oppure basso in cabina di regia? Perché questo sembra essere l’unico dilemma, o forse l’unica zavorra all’esplosione di un giocatore che risulta secondo per dribbling in campionato (66) e nono tra i tiratori (28) secondo le statistiche della Sics.
Alla fine lunedì è andata bene e si può dire che hanno fatto bingo in due, con Runjaic che ha trovato la costruzione dal basso tenendo il francese sulla linea pari in mediana assieme a Piotrowski nel 3-4-2-1, e con Atta che spostandosi più avanti nella ripresa ha poi segnato due gol preziosissimi nel finale, ma altre volte la scelta di tenere Atta basso non ha pagato. È qui che Kosta è chiamato a fare chiarezza, a meno che l’assenza dello squalificato Jesper Karlstrom a Roma non abbia aperto scenari prima nascosti, con un Atta talmente forte tanto a impostare quanto a concludere.
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