Udinese, Zaniolo ha fretta ma a Lecce se la gioca con Bayo
Il 10 bianconero, fresco sposo, è stato provato in alternanza con l’ivoriano al centro dell’attacco: senza l’infortunato Davis il tecnico Runjaic potrebbe proporre ancora un’unica punta e due trequartisti

Ventiquattro ore. Tante sono passate dal “sì” nuziale proferito mercoledì 4 febbraio a Moruzzo alla sua dolce metà Sara Scaparotta, al “sì” con il quale Nicolò Zaniolo si è rivolto 24 ore dopo a mister Kosta Runjaic nell’incontro avuto col tecnico ben prima di cominciare l’allenamento. Un faccia a faccia chiarificatore di tutto punto, da quanto è emerso, resosi necessario dopo l’insofferenza palesata sabato da un Zaniolo che avrebbe voluto sfidare la Roma ben prima di entrare in campo al minuto 92’, ma sulla quale poi non ha clamorosamente infierito non calciando nella porta giallorossa rimasta vuota, in quel contropiede condotto palla al piede tra gli strepitii dello stadio in attesa.
Non ha tirato in porta Zaniolo, e al triplice fischio non ha neppure stretto la mano a Runjaic, prendendo la via degli spogliatoi mentre il tecnico lo stava cercando, con la squadra in pieno festeggiamento in mezzo al campo. È per questo atteggiamento che Kosta ieri ha aspettato il suo diez al varco, sulla soglia del suo spogliatoio personale, dopo avere avuto la delicatezza di non affrontare l’argomento mercoledì, quando Zaniolo si è ripresentato puntualissimo al Bruseschi per allenarsi dopo essersi sposato a Moruzzo.
Anzi, lo stesso mister Kosta si era congratulato con Zaniolo, tra sorrisi e battute che hanno mantenuto separati il lato personale da quello professionale, prima dell’incontro di ieri nel quale il mancino si è scusato dicendo il classico «Sì, ho sbagliato», assumendosi così le responsabilità di un comportamento non tollerato dall’intransigente tecnico tedesco. È stato questo, dunque, il primo e obbligato passaggio tra i due prima di affrontare le tematiche di campo, quelle legate soprattutto all’effettiva disponibilità e alla collocazione tattica di Zaniolo a Lecce, dove ci sarà da coprire il grande vuoto di Keinan Davis, fermo almeno un mese per una lesione all’adduttore sinistro.
Dopo il dialogo, Zaniolo ha affrontato la seduta a spron battuto, allontanando con pura energia il ricordo della pulizia meniscale al ginocchio destro effettuata il 12 gennaio, e con essa le possibili perplessità del tecnico. Energia sì, ma mister Kosta è interessato alla tenuta atletica dovendo basare un piano gara sui 90 minuti e per questo motivo ieri si è giunti alla conclusione di una doppia possibilità ancora al vaglio; la prima, dopo la “pace fatta”, porta alla titolarità del 10 in veste di prima punta per un’ora piena, sessanta minuti da atipico vice Davis. La seconda, invece, e al momento anche la più battuta, porta a Vakoun Bayo da lanciare al via e sul quale far poggiare il 3-4-2-1 anti Roma che al momento è confermato.
Bayo prima punta sarebbe una replica di Cremona, quando l’ivoriano palesò “leggerezza” nel reggere contrasti e ruolo spalle alla porta per i 62 minuti nei quali rimase in campo. Con Bayo al via Zaniolo partirebbe quindi in panchina per una staffetta comunque annunciata da qualsiasi punto la si voglia leggere. Il tutto, dopo aver scartato l’ipotesi Idrissa Gueye, ancora troppo giovane e leggero per un Runjaic che non ha ancora il fido Adam Buksa (soleo), dato comunque in miglioramento.
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