Udinese, manca sempre qualcosa: i quattro punti di Runjaic
Sono quelli evidenziati dopo l’ultimo ko con il Sassuolo tra disattenzioni, giovani, assenze e budget, ma anche quelli che il tecnico bianconero potrebbe avere in più tra Pisa, Lecce e Sassuolo

Quattro punti. Quelli che sostanzialmente Runjaic ha “snocciolato” domenica subito dopo la sconfitta per mano del Sassuolo, capace di ribaltare il risultato nel giro di due minuti nella ripresa, trasformando la domenica da trionfale a bestiale per l’Udinese. Perché ci sono (almeno) altri 4 punti da ricordare, quelli persi per strada nell’arco di un mese sul campo, un bottino che proietterebbe adesso la squadra in una dimensione diversa, non tanto in ottica europea – un argomento che fa venire l’orticaria a mister Kosta –, quanto piuttosto nel quadro di un finale di stagione che non può essere scialbo e privo di motivazioni come quello vissuto lo scorso anno.
A proposito, il tecnico ha gettato acqua sul fuoco della preoccupazione parlando dell’obiettivo: «Non cambio opinione, voglio arrivare a 50 punti», ha dichiarato nel dopo-partita, ricordando che si tratta di un traguardo che la Zebretta non taglia dall’era Guidolin. E sostanzialmente è stata l’unica argomentazione sottoscrivibile, ma il fatto che non l’abbia inserita tra quelli che sono stati i quattro punti che ha toccato in conferenza stampa è stata una piccola-grande delusione.
Runjaic, infatti, ha sottolineato la potenza delle disattenzioni quando si tratta di analizzare i risultati bianconeri: «A volte ci facciamo male da soli e ci creiamo degli ostacoli», ha detto l’allenatore tedesco per poi toccare un altro tasto, secondo il suo parere, determinante: «I nostri giovani non hanno tante partite in Serie A».
Dopo è uscito pure qualche nome: «Miller che non ha fatto la sua migliore partita e Kristensen che è ancora un giovane».
Anche se bisogna evidenziare che il danese è qui da anni e che, al massimo, ha poca dimestichezza con i galloni del leader difensivo. Poi il terzo punto: le assenze. «Abbiamo constatato quanto manca Davis: ne abbiamo solo uno e non tre».
Una punzecchiata alla società che sul mercato a gennaio non ha effettuato delle iniezioni? L’interrogativo ci sta dopo l’ultimo punto sollevato da mister Kosta: «Possiamo perdere contro il Sassuolo che non è una piccola, se vediamo il budget: ha una rosa più quotata rispetto a noi».
Nessun accenno di autocritica, anzi, la sottolineatura che «il modulo era quello giusto».
E la risposta alle mosse di Grosso, capace di cambiare i terzini per le sovrapposizioni che hanno portato ai gol? «Abbiamo preso due gol evitabili, soprattutto il primo, sul secondo è stata un’azione veloce che voglio rivedere, ma avremmo potuto difendere meglio».
Un discorso che si poteva fare anche dopo il Pisa, quando l’Udinese nella ripresa si fece riprendere sul 2-2, o dopo Lecce, quando l’1-1 si trasformò in una sconfitta al 90’ su calcio di punizione, oltre che la scorsa domenica parlando del Sassuolo quando nel giro di due minuti è stato gettato al vento almeno un punticino: in tutto sono 4 e adesso l’Udinese sarebbe ottava a quota 36.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








