Attenta al vortice, Pasqualin avvisa Udinese: «Vedo in difficoltà Runjaic»

Il procuratore guarda alla sfida tra il Verona del suo assistito Zanetti e i bianconeri: «I friulani devono fare attenzione per non rientrare nel mischione»

Stefano Martorano
Il tecnico bianconero Kosta Runjaic (foto Petrussi)
Il tecnico bianconero Kosta Runjaic (foto Petrussi)

«Vedo molto più in difficoltà Runjaic che il mio assistito Paolo Zanetti: a Verona l’Udinese deve stare attenta per non rientrare nel mischione». Non è un Claudio Pasqualin all’insegna del politically correct quello che presenta il derby triveneto di lunedì sera allo stadio Marcantonio Bentegodi, dove il decano dei procuratori italiani assisterà alla sfida, diviso tra il tifo per la “sua” Udinese e per Zanetti, l’allenatore dell’Hellas che ha salvato la panchina a Cremona, pena una possibile sostituzione con un altro assistito di Pasqualin, come il friulano Massimo Donati.

Pasqualin, la classifica dice l’opposto rispetto alla sua affermazione, visto che il Verona è in molto più in difficoltà della Zebretta.

«Vero, ma ci sono dei distinguo tra gli allestimenti delle due squadre e se guardo all’operato dei due allenatori con ciò che hanno in mano, trovo che Runjaic sia molto più in difficoltà di Zanetti e per più motivi».

Cominciamo allora...

«Il primo punto è il gioco, che sinceramente mi delude. L’Udinese non ha un gioco armonico e fluido e non mi diverto a guardarlo sia allo stadio che allo schermo, quindi si potrebbe fare molto di più. Per certi versi è una squadra enigmatica a cui manca sempre qualcosa, come il classico centesimo per fare l’euro».

Addebita questa mancanza solo alla conduzione tecnica?

«I giocatori ci sono. Magari adesso senza Zaniolo si stanno evidenziando carenze tecniche, ma se vado a scavare non trovo miglioramenti nei giocatori, e qui arrivo al secondo motivo per cui Runjaic è in difficoltà, quello legato alla mancata valorizzazione, perché Zaniolo è forte di suo, Atta idem e pure Miller è forte di suo. E ho l’impressione che altri siano sempre sullo stesso livello».

I nomi?

«Parlo di Kristensen, di Ekkelenkamp e dello stesso Solet. Non si vede il salto di qualità che dopo un anno e più di lavoro era lecito attendersi. E poi la partita con l’Inter è stata deludente sul piano della determinazione. Capisco che siamo sempre più globalizzati, ma il calcio di provincia di una volta era legato anche all'animus pugnandi, alla voglia di gettare il cuore oltre l'ostacolo che adesso non riconosco a questa Udinese».

Secondo lei cosa servirebbe a Runjaic?

«Rispondo dicendo che finora non ho mai sentito critiche sul suo conto, ma sarebbe anche ora di criticarlo per cercare di avere di più».

La società ha fatto la sua parte col mercato?

«Direi proprio di sì, adesso è arrivato il promettente Arizala ed è anche tornata a prendere italiani come Zanoli e Bertola, anche se su questo campo si può fare di più perché ci sono molti ragazzi extracomunitari magari meno dotati sul piano tecnico di certi italiani. Per il resto i Pozzo sono anni che allestiscono squadre competitive e adesso, in più, c’è anche l’operato di Gianuca Nani che contribuisce anche in ottica di mercato».

Pasqualin, eppure l’Udinese si avvia a una salvezza tranquilla...

«D’accordo, anch'io credo che non ci saranno problemi, ma questa è una fase delicata in cui si sta poco a perdere il patrimonio di serenità e anche di credibilità, quindi Verona è tappa importante proprio per non rientrare in quel mischione in cui sai come entri e non sai come ne esci».

È il mischione retrocessione dal quale il Verona sta cercando faticosamente di uscire...

«Vero e credo che Zanetti stia facendo egregiamente rispetto al materiale di cui dispone e con le tante future plusvalenze arrivate da poco. Anche in società a Verona sanno il grande lavoro che sta facendo».

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