Tutto nella magia di una foto: Coppi e Bobet sulla Mauria

Migliaia di persone sulle strade: ecco la bellezza del ciclismo nel dopoguerra 

Magia di una fotografia. Oggi, tutta in territorio calabrese, si sarebbe dovuta correre la settima tappa del Giro d’Italia, entro la fine di giugno l’organizzazione presenterà i ritocchi all’edizione della corsa rosa di ottobre post emergenza, intanto continuiamo a viaggiare all’indietro nella storia con le più belle tappe in Friuli.

E non si poteva che partire da questa meravigliosa fotografia, appartenente al vasto repertorio del collezionista del pedale, Renato Bulfon di Mortegliano.

A Udine dopo gli spari di Pieris, poi l’attacco di Coppi a Bartali


Questa foto è l’emblema di cosa fu il ciclismo nell’immediato Dopoguerra anche in Friuli. Guardate: è il Passo della Mauria, ora facile cavalcavia, allora valico di tutto rispetto. Tra l’altro, come avrete letto in questi giorni di viaggio nella macchina del tempo, passaggio obbligato della carovana verso le Dolomiti dopo le frequenti tappe a Udine o Trieste.

Guardate quanta folla aspettava il transito dei due battistrada. E che battistrada. Fausto Coppi con a ruota il più giovane francese Louison Bobet, con la maglia di campione di Francia, capace di vincere tre Tour, di considerare l’Airone un esempio, ma incapace di portare a casa la maglia rosa.

A quell’edizione Coppi, dopo aver dominato nel 1949 con la mitica impresa nella Cuneo-Pinerolo (quell’anno a Udine tra due ali di folla vinse in volata Leoni) ed essere messo ko da una caduta nel 1950, si presentò in cattive condizioni di forma per la rottura della clavicola alla Milano-Torino.

Dominò però sia la tappa di Auronzo sia il successivo tappone dolomitico finendo quarto, 4’ dietro al vincitore Fiorenzo Magni, al signore delle classiche Van Stenbergen, per un anno uomo da classifica, e allo svizzero Kubler. Bobet fu settimo a Milano, ma quel giorno sulle strade friulane col Campionissimo - che perderà alla fine del mese il fratello Serse, morto poco dopo una caduta al Giro del Piemonte, e l’anno dopo farà la seconda accoppiata Giro e Tour - diede vita a una cavalcata da ricordare. Lo facciamo con questa foto, che vale più di tante parole.

6 - continua

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