Sport paralimpico, addio a Marson

PORDENONE
Lutto nel mondo dello sport: si è spento lunedì in tarda serata Roberto Marson, pioniere dello sport paralimpico. Marson aveva 67 anni e viveva a Roma, sua terra d’adozione, a causa di un improvviso aggravarsi della malattia con cui conviveva da tempo. Fu un grandissimo atleta, vincitore di ben 26 medaglie paralimpiche. In seguito divenne uno dei più importanti dirigenti dello sport italiano: con lui è nata la Federazione italiana sport handicappati, quella che oggi è il Comitato italiano paralimpico.
Pieno di affetto e riconoscenza il ricordo di Marinella Ambrosio, presidente del Cip regionale: «Marson è stato uno degli artefici della nascita della federazione. Ha aperto porte inimmaginabili negli anni 70: ha rivendicato i diritti di tutte le persone disabili a fare sport mettendo in piazza la propria disabilità. In Friuli abbiamo cominciato ad organizzarci negli anni 80, mentre lui era partito a Ostia dieci anni prima. La sua morte ci colpisce profondamente in quanto inaspettata: solo poche settimane fa era impegnato ed attivo come sempre. È stato, e lo rimarrà anche per il futuro, un esempio per tutti noi di vitalità, di grande dignità e signorilità, di forte stimolo per andare avanti su questa strada».
Nella terra natale di Marson, Pasiano di Pordenone, la notizia è circolata in fretta. A esprimere il cordoglio della comunità pasianese è l’assessore allo Sport Gabriele Marcuzzo: «Ci rattrista la notizia della scomparsa di Roberto Marson, sportivo nato a Pasiano il 28 giugno 1944. Abbiamo perduto una persona che si è distinta nelle attività sportive per persone diversamente abili e che ha saputo trasmettere un messaggio pieno di grinta e determinazione, ovvero che le persone possono riprendersi ciò che la vita, a volte, sospende con incidenti drammatici. In occasione della manifestazione Sportinsieme del 2005, gli era stato consegnato un riconoscimento dal comune di Pasiano per il suo impegno nello sport. Facciamo le più sentite condoglianze alla famiglia, che risiede a Roma, dove si celebreranno i funerali, e alla madre che vive tutt’oggi a Pasiano».
Marson era rimasto paraplegico all’età di 16 anni a causa del crollo di un muro mentre stava lavorando per un’impresa edile. Per la riabilitazione si recò al Centro paraplegici di Ostia, gestito dall’Inail, dove iniziò ad appassionarsi allo sport. In particolare amava la scherma, che tante soddisfazioni gli ha dato, la canoa e il pentathlon, che gli diede i primi successi internazionali.
Claudia Stefani
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