Sorpresa Montello: «Ho lavorato molto per tornare in alto»

Il carnico di Forni Avoltri in recupero dopo un calo fisico «Si sta avverando un sogno che cullavo sin da bambino»

FORNI AVOLTI. Anche Giuseppe Montello farà parte della pattuglia friulana agli ormai imminenti Giochi Olimpici invernali di PyeongChang in Corea del Sud. Il 25enne biathleta e alpino di Forni Avoltri ha centrato l’obiettivo più importante della stagione, la convocazione, aggiungendosi a Lisa Vittozzi, l’altra talentuosa atleta di scuola Camosci, espressa dallo sci targato Fvg.

«Quella della convocazione per le Olimpiadi è proprio una gran bella notizia che mi ha riservato una forte emozione», commenta l’atleta al termine dell’allenamento di ieri effettuato al Centro dello sci nordico di Piani di Luzza, dove, ricordiamo, aveva cominciato a sciare da bambino, seguito dal padre Moreno, biathleta e tuttora tecnico nei quadri della nazionale della disciplina. Per lui è la prima Olimpiade ed è orgoglioso di potere portare ai massimi livelli la scuola della Monte Coglians, la società che aveva forgiato René Cattarinussi. «Si sta avverando il sogno che cullavo fin da bambino, da quando ho cominciato a fare sport abbracciando il biathlon. Ritengo sarà un’esperienza bellissima e gratificante, ma anche di responsabilità: sono pronto a dare il massimo».

D’un colpo svanite dunque le preoccupazioni per i malanni fisici d’autunno?

«La stagione non era partita come mi aspettavo. Dopo il gran lavoro d’estate ha avuto un calo fisico, ma per fortuna mi sono ripreso nel momento giusto, in tempo di dimostrare di essere nuovamente in crescita e di meritare la convocazione».

Un bel sospiro di sollievo, insistiamo, dopo le preoccupazioni di novembre.

«Il problema fisico che mi ha costretto a fermarmi per un po’ ha condizionato l’inizio di stagione e se sono riuscito a riprendermi bene lo devo anche allo staff tecnico della nazionale. Tutti mi sono stati molto vicino in quel periodo dandomi una grande fiducia in me stesso e assieme a loro ho recuperato, tanto da potere ritornare a competere, prima in gare a livello continentale e poi anche in Coppa».

Quando hai compreso d’essere ritornato competitivo?

«Segnali positivi li avevo avuti già nella tappa tedesca di Coppa a Ruhpolding, ma allora non avevo sparato bene, perciò è stato ad Anterselva, la scorsa settimana, classificandomi 47º nella sprint e anche nell’inseguimento, con due buone prove dignitose sugli sci e nei tiri, ho avuto la conferma».

In quali gare pensi di poter competere ai Giochi?

«Decideranno i tecnici».

Pensi che potrai essere utile alla staffetta italiana?

«Mi piacerebbe. La pista mi piace, è molto nervosa con saliscendi che non ti consentono rilassamenti di sorta. Ti costringe a lavorare molto e al poligono bisognerà fare i conti col vento».

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