Apu Udine, Gerosa: «Bucarelli tecnico, duttile e con un gran fisico»
Il vice di coach Vertemati parla del nuovo acquisto dell’Apu: «L’ho allenato a Sassari, lo considero un giocatore molto competitivo. Nella categoria superiore dovrà giocare a un ritmo più alto»

Tecnica, fisicità e duttilità. Con Lorenzo Bucarelli l’Apu si è assicurata un giocatore versatile, in grado di dare diverse soluzioni a coach Adriano Vertemati. A presentarlo al popolo bianconero è il primo assistente Giorgio Gerosa, che ha allenato l’esterno fiorentino nella stagione 2019/2020 alla Dinamo Sassari. Bucarelli era arrivato al club del presidente Sardara già nel 2017/2018, quando era 19enne, ma ben presto fu mandato a farsi le ossa in A2 nella Dinamo Cagliari, la società satellite della Dinamo dove giocava anche l'ex bianconero Ousmane Diop.
A Sassari collezionò 20 presenze in totale, poi arrivarono le esperienze con Eurobasket Roma, Pallacanestro Cantù e Vuelle Pesaro. Dopo un po' di girovagare Bucarelli ritrova la serie A, nel pieno della maturità e con la prospettiva di ritagliarsi uno spazio da protagonista.
Gerosa, che ricordo ha del Bucarelli sassarese?
«Quell’anno ero l’assistente di Pozzecco alla Dinamo, Lorenzo aveva 21 anni ed era un giocatore di grande prospettiva. Doveva solo trovare la giusta dimensione e proseguire nella crescita tecnica mentale. Era determinato, con obiettivi ben chiari per la propria carriera. Negli allenamenti era preciso, puntuale e disponibile, alla fine delle sedute si fermava in palestra per allenarsi individualmente. Mi sento di dire che si tratti di un giocatore molto competitivo, vuole vincere sempre, anche nelle partitelle con i compagni».
Cosa ci dice dell’evoluzione di questo giocatore?
«Il suo miglioramento nel tempo è evidente. Sul campo si prende incarichi importanti con la sua leadership. Con il suo fisico (è alto 198 centimetri, ndr) può ricoprire più ruolo ed essere un all-around. Questa è una chiave da sfruttare il più possibile. Sottolineo inoltre la sua crescita mentale, cosa molto importante».
Quali sono le su principali caratteristiche?
«Ha grande tecnica e un’ottima lettura del pick and roll come passatore. Dal post basso può creare molto, per sé e per gli altri. Ha messo su un bel tiro ed è un difensore tosto: può marcare dall’uno al quattro, sia esterni veloci che lunghi che vanno a ricevere in post basso».
In cosa può ancora migliorare Bucarelli?
«In leadership e soprattutto nell’upgrade di categoria. In serie A dovrà applicare ciò che ha imparato, ma a un ritmo più alto. Stiamo parlando di un campionato che rispetto alla serie A2 ha molta più fisicità, tecnica e intensità».
In che ruolo può essere impiegato?
«Può tranquillamente occupare tutte le posizioni dall’uno al tre».
Ci descrive anche l’altro nuovo arrivato, Matteo Cavallero?
«È un giovane che ha fatto molto bene negli ultimi due anni con l’Urania Milano. Possiede grande atletismo, qualità tecniche e sa essere molto aggressivo. Ha anche un buon tiro sugli scarichi. Come difensore può adattarsi a vari ruoli, è molto duttile. Nel complesso ritengo che sia un giocatore di buona prospettiva, con buoni margini di miglioramento».
Qual è il suo pensiero su questo strano mercato dei giocatori italiani, che sono sempre meno a causa della fuga verso gli Stati Uniti?
«A mio avviso bisogna avere coraggio nel dare fiducia a chi nel tempo non l’ha mai avuta. Oppure a giovani in rampa di lancio come il sopra citato Cavallero. È necessario guardare al futuro, senza voltarsi a osservare il passato».
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