Raggiunto l’accordo, Tedino diventa l’allenatore del Teramo

Visti e piaciuti, si può dire. Perché, dopo il primo approccio, sembra essere stato trovato l’accordo. Bruno Tedino sarà il nuovo allenatore del Teramo. Il tecnico pordenonese (d’adozione) ripartirà dalla serie C dopo avere guidato il Palermo tra i cadetti in due occasioni. A quanto pare manca poco: essendo ancora legato ai rosanero – il contratto scade il 30 giugno – la notizia non può essere ufficializzata: l’ex condottiero del Pordenone è comunque lanciato verso il traguardo e con lui in Abruzzo ci sarà Carlo Marchetto, suo storico vice. Per entrambi, che hanno portato i neroverdi a due semifinali play-off di serie C, un contratto biennale in una piazza prestigiosa e ambiziosa.
DADO TRATTO
Dopo una prima parte di mercato a rilento, le voci sul futuro di Bruno Tedino si sono susseguite: per l’amministratore unico della Triestina Mauro Milanese, secondo indiscrezioni, il suo profilo sarebbe stato l’ideale per ripartire in caso di mancato accordo con Massimo Pavanel (comunque confermato dalla società). Il nome del trainer pordenonese era stato associato anche alla panchina del Venezia, dove non rimarrà Serse Cosmi. Si è così inserito il Teramo, con i cui dirigenti è andato a colloquio: ieri tre ore di vertice, al termine del quale si sarebbe trovato un accordo di massima. Dalla città abruzzese fanno sapere che per l’ufficialità mancano soltanto la rescissione di Tedino col Palermo e quella di Maurizi dal Teramo. Sempre nell’incontro si sarebbe parlato di alcuni calciatori che il tecnico ha già avuto e che potrebbe portarsi con lui, oltre al vice Marchetto e al preparatore atletico, che dovrebbe essere Roberto Peressutti (con lui a Palermo e prima nello staff di Marco Giampaolo, passato dalla panchina della Sampdoria a quella del Milan). Nell’accordo, a quanto sembra, non ci sarebbe il preparatore dei portieri (Paolo Lenisa).
IL FUTURO
Teramo si conferma una piazza amica per i friulani, tanto che sia l’ex bomber neroverde e attuale allenatore del vivaio Simone Motta sia Morris Molinari (difensore udinese) sono stati protagonisti nei primi anni 2000 con la compagine abruzzese. Una buona piazza dove potere sviluppare le proprie idee con l’obiettivo di raggiungere ottimi risultati, anche se in serie C: dopo essere stato esonerato l’anno scorso mentre stava portando il Palermo in A (era secondo in classifica), Tedino avrebbe meritato di ripartire nuovamente dai cadetti. Tuttavia non si è mosso nulla di concreto: quella abruzzese rappresenta, dunque, un’ottima chance per far vedere nuovamente che in una categoria del genere l’allenatore è solamente di passaggio. —
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