Il profeta Hernanes ha parlato: «Udinese, si può dare di più»

L’ex centrocampista brasiliano, tra i giudizi sulla Zebretta e la partita dell’Olimpico contro la "sua” Lazio:

«La squadra di Runjaic non è stata al passo del talento dei suoi singoli»

Stefano Martorano
I bianconeri Zaniolo, Kristensen e Kamara festeggiano sotto lo sguardo del difensore laziale Marusic
I bianconeri Zaniolo, Kristensen e Kamara festeggiano sotto lo sguardo del difensore laziale Marusic

C’è un “Profeta” al microfono di Dazn, ed è bastato ascoltarlo nei commenti riservati alla Zebretta dopo il trionfo di San Siro sul Milan per intuire che Hernanes l’Udinese l’ha capita molto bene, tanto nelle potenzialità quanto nei limiti. D’altronde l’esperienza non gli manca, anzi è proprio l’occhio clinico messo a servizio del principale player che detiene i diritti della Serie A che lo porta a questa critica costruttiva sull’Udinese: «È una squadra dinamica e di personalità, ma purtroppo è anche una squadra che non ha saputo stare al passo del talento di alcuni suoi singoli».

Intanto domani sera Hernanes si gusterà posticipo tra la sua ex Lazio e l’Udinese in programma alle 20.45 all’Olimpico, nello stadio in cui l’ex centrocampista brasiliano ha dispensato colpi di classe facendo innamorare la tifoseria laziale che non riempirà lo stadio, in nome dello sciopero a oltranza che sta proseguendo in protesta con la società.

Hernanes, in settimana la Lazio ha dato un colpo di coda alla sua stagione conquistando la finale di Coppa Italia che la vedrà contendersi il trofeo con l’Inter. Può bastare per salvare la stagione?

«Aspettiamo la finale, ma intanto questa stagione per la Lazio è stata davvero di sacrificio e complicata a dir poco, con un continuo adattamento a ogni situazione sfavorevole. Prendendo spunto dalla viticoltura, nella quale sono impegnato con la mia azienda, dico che a volte devi salvare il salvabile e il meglio che si può fare è evitare i danni peggiori. A volte non c’è una spiegazione, puoi curare ogni dettaglio, ma poi gira tutto male».

Vedremo più una Lazio entusiasta per la finale raggiunta, oppure affaticata dai supplementari di Bergamo?

«Aspettiamo il campo che ha sempre l’ultima parola, ma dopo ogni grande risultato è forte il rischio di un rilassamento, e quindi sarei più propenso ad aspettarmi questa situazione».

L’Udinese invece come se l’aspetta?

«A Milano l’ho vista molto bene e mi ha colpito per la sua struttura, la capacità dinamica di rovesciare il campo e la personalità. Ho notato cinque giocatori dal futuro molto interessante».

Facciamo i nomi?

«Atta, Zaniolo, Solet, Kristensen e Ekkelenkamp hanno potenzialità notevoli. Kristensen è un difensore che ha una spiccata capacità di copertura preventiva, lo vedo molto sul pezzo e con i tempi giusti in lettura delle situazioni, e quindi da grande giocatore. Avrà un gran futuro come Ekkelenkamp che è il classico giocatore moderno. Ha una capacità notevole di fare le due fasi da area a area».

E poi c’è l’ex giallorosso Zaniolo che domani vivrà il derby personale...

«È stato uno dei migliori giocatori del campionato in stagione, e direi indispensabile per il gioco dell’Udinese che è una squadra non ancora matura nella mentalità».

Si riferisce alla mancanza di continuità causata dal non confermarsi con le piccole dopo aver ottenuto vittorie prestigiose con le big?

«Poteva fare di più senza dubbio, e a volte si è avuta l’impressione che la squadra non abbia seguito il passo dei suoi singoli interpreti di talento. Manca proprio l’abitudine a giocare su certi livelli con continuità e la mancanza della mentalità incide perché gli obiettivi sono posti dalla mentalità, ne sono la diretta conseguenza».

Hernanes che partita uscirà all’Olimpico, tenendo conto che l'Udinese punta al decimo posto e a superare quota 50 punti?

«Sono curioso anch’io, ma come detto conteranno le energie. La Lazio ha cambiato modo di giocare col tempo, adesso tende ad abbassarsi per poi ripartire, un atteggiamento che solitamente l’Udinese propone anche contro squadre a lei superiori, come ha fatto molto bene a San Siro col Milan».

Hernanes, pescando in casa Lazio quali sono i possibili protagonisti della sfida?

«A me Tavares e Taylor sono molto piaciuti quest’anno e Noslin è una scommessa che dovrebbe essere un po’ più costante».

Lei a Roma ha avuto molto dalla tifoseria laziale che in questa stagione ha preso una chiara posizione nei confronti della società, visto lo sciopero che ha lasciato l’Olimpico spesso mezzo vuoto. Come vede questa situazione?

«In un club ci sono sempre quattro, cinque componenti che devono andare bene e i tifosi a mio avviso sono una di queste. Una rottura come questa è stata un altro fattore che si è aggiunto alle difficoltà e agli infortuni, e quindi è stato un problema».

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