Pozzo: Malesani, ora fammi vedere il tridente

«La salvezza è stata conquistata: serve valutare bene il potenziale»
E adesso voglio vedere all'opera il tridente. Giampaolo Pozzo non lo dice ma lascia intendere. Malesani ha fatto bene, visto che bisogna pensare a conquistare la salvezza, ma per valutare il potenziale della squadra bisogna cercare di sfruttare tutto il potenziale offensivo perchè «è un peccato lasciare in panchina gli attaccanti che abbiamo». Dice proprio così il patron dell'Udinese che, affrontando l'argomento mercato, fa capire che un paio di pezzi pregiati (Iaquinta e Muntari?) partiranno e che i sostituti sono già in rampa di lancio. Patron Pozzo, Malesani è l'allenatore dell'Udinese da due mesi e mezzo. È soddisfatto del lavoro che ha svolto sin qui? «Sì. Il tecnico ha portato disciplina e la squadra è cresciuta molto dal punto di vista fisico. Ora nel secondo tempo non caliamo come invece avveniva quasi regolarmente nella prima parte della stagione». Quindi non è vero che avete pensato a Mazzarri per la prossima stagione... «No e i motivi sono tre. Il primo: nell'ambiente lo sanno tutti che il tecnico della Reggina è in parola da tempo con la Sampdoria visto che Novellino andrà al Bologna. Il secondo: non contattiamo mai un tecnico che è già sotto contratto. Il terzo: l'allenatore l'abbiamo preso due mesi fa. Sarebbe stato davvero intempestivo fare una cosa del genere». Non c'è niente, quindi, che non l'ha convinta della gestione del nuovo tecnico. «No, però, adesso che la salvezza è stata conquistata, mi aspetto un po' più di coraggio nell'allestimento della squadra. Il gioco, finora, ha latitato un po' e per questo vorrei vedere all'opera nelle ultime sette partite il tridente. Per conoscere fino in fondo il potenziale della squadra e per mettere a nudo gli eventuali difetti. E poi considero un vero peccato lasciare in panchina i talenti offensivi che abbiamo in rosa. L'esperimento del tridente ci permetterà di conoscere meglio la squadra e capire come ci dobbiamo muovere in previsione della prossima stagione». Capitolo mercato. La lista dei giocatori che potrebbero cambiare aria è lunghissima: Zapata, Pinzi, Muntari, Iaquinta, Di Natale.


Se così fosse sareste costretti a ricostruire la formazione da capo... «Chi deve andare andrà. E mi riferisco soprattutto a un paio degli elementi citati che faremo il possibile per soddisfare. Allo stesso tempo, però, bisogna fare i conti con le regole dell'attuale mercato. Non ci sono soldi e per venti giocatori di qualità c'è un solo acquirente. L'Udinese, poi, ha una situazione economica che non la obbliga a vendere. Incassare importanti somme di denaro significa fare plusvalenze e di conseguenza pagare tasse. Il sistema fiscale italiano è un handicap non da poco per il nostro calcio». Sembra di sentir parlare Galliani quando spiega perchè le squadre italiane non reggono il passo degli altri club europei... «Ha ragione. In Italia il carico fiscale è tremendo: il 50% contro, per esempio, il 20% della Spagna. Questo significa che se dai un ingaggio di 1 milione a un giocatore devi pagarne 2, in Spagna la spesa complessiva è di 1,2». Sabato sera al Friuli c'erano degli emissari del Liverpool per seguire Iaquinta e Zapata. Le risulta? «Può essere, ma non so se il nostro centravanti accetterebbe un trasferimento in Inghilterra». Come valuta lo scoppio di Calciopoli 2? «Questo è un argomento che non vorrei affrontare più. Del resto non mi pare siano emersi fatti nuovi rispetto a quelli che già conoscevamo». Abete presidente della Figc. Non si può certo parlare di nuovo che avanza... «Io l'ho conosciuto e posso dire di aver scoperto una persona equilibrata. Non è stato mai coinvolto in scandali e polemiche, ha esperienza e potrà far fruttare questa sua qualità». Mercoledì sarà assegnato l'Europeo del 2012. L'Italia sembra la grande favorita... «Sarebbe una bella cosa se ci scegliessero e forse sarebbe la volta buona per riuscire a ristrutturare gli stadi italiani. Per quanto riguarda il nostro Friuli basterebbe riqualificare la zona dei Rizzi. I soldi? Ci sono, ci sono...».

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