Perle a San Siro, Runjiac nella storia dell’Udinese: nella stessa stagione ha vinto in casa di Inter e Milan
Due imprese a Milano, come Spalletti nella stagione 2003-2004: con questa doppietta il tecnico tedesco entra negli annali bianconeri

Kosta Runjaic ha fatto la storia dell’Udinese, sabato a San Siro. Battere le due milanesi a domicilio è un evento raro che il club friulano ha centrato due volte nella sua storia. La prima con Luciano Spalletti, tecnico capace di centrare in tre anni due qualificazioni in Europa League e una in Champions, la seconda con il tecnico tedesco che non firmerà il passaporto per l’Europa, ma che, seppur con qualche rimpianto per i tanti punti lasciati per strada (i pari casalinghi con Pisa, Verona e Cagliari, le due sconfitte con il Sassuolo) ha regalato più di qualche soddisfazione ai tifosi trasformando, come abbiamo evidenziato ieri su queste colonne, la sua Udinese in una sorta di ammazza-grandi.
Destino vuole che l’unica big con la quale Kosta non ha fatto punti è la Juve di Spalletti che l’ha battuta anche in Coppa Italia.
Con Luciano
L’Udinese si presenta all’ultima gara prima della sosta natalizia reduce da tre vittorie (Brescia in trasferta, Reggina e Lecce in casa) priva del suo regista David Pizarro confinato in tribuna per problemi sul rinnovo del contratto. Spalletti la schiera con il 3-5-1-1 con Jorgensen dietro Fava e Pazienza al posto del cileno. Proprio il mediano fornisce l’assist dell’1-0 a Fava. Nella ripresa un destro di Bertotto viene deviato dal ciuffo di Sensni che mette fuori causa Dida. Il forcing di Kakà e compagni produce solo la rete di Cafù. A Udine si festeggia un Natale con i fiocchi.
Con l’Inter si gioca nella domenica successiva a San Valentino, una giornata tragica per lo sport italiano perché coincide con la morte di Marco Pantani. Finisce ancora 2-1, con l’Udinese che scappa a inizio ripresa con i gol di Pinzi e Fava cui risponde parzialmente Cruz. San Siro è ancora bianconero.
Con Kosta
Dal punto di vista numerico ha fatto ancora meglio perché la sua Udinese ha battuto 2-1 l’Inter ad agosto, ma sabato ne ha rifilati addirittura tre al Diavolo. È vero che quando una piccola batte una grande si tendono a evidenziare i demeriti di chi perde ma ci piace sottolineare quello che Fabio Capello ha detto ieri sulla Gazzetta dello Sport: «Sono arrivato presto allo stadio e ho osservato con cura il riscaldamento dell’Udinese: si vedeva una squadra concentrata, sul pezzo. E in particolare Zaniolo, spesso in passato criticato per gli atteggiamenti, ha fatto un pre-partita perfetto. Non a caso poi è stato il migliore in campo». Insomma, onore a Kosta, ma anche ai suoi giocatori. Giusto così.
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