Parola di Pozzo, svelata la base di trattativa con il fondo: «L’Udinese vale 300 milioni di euro»
Il patron Gianpaolo è intervenuto a “La Politica nel Pallone”, l’approfondimento sportivo trasmesso da Rai Gr Parlamento: «Noi non vogliamo vendere, ma diventare internazionali con progetti ambiziosi sotto il profilo sportivo come ha fatto l’Atalanta»

L’Udinese ha un valore di 300 milioni di euro. Parole di Gianpaolo Pozzo, pronunciate a “La Politica nel Pallone”, l’approfondimento sportivo trasmesso da Rai Gr Parlamento dove il patron ha aggiunto un’altra puntata alla possibile cessione del club, ribadendo la ferma intenzione di non voler vendere in toto la società qualora si palesasse la possibilità in futuro: «È difficile fare una cifra sul valore del club. Quando avevamo trattato per la vendita l’anno scorso il valore era di 300 milioni – ha spiegato –. Noi non vogliamo vendere, ma diventare internazionali con progetti ambiziosi sotto il profilo sportivo come ha fatto l’Atalanta».
Modelli di ispirazione
Il patron sta quindi già pensando alla prossima stagione, anche se prima si aspetta un lieto fine da quella in corso: «La squadra può arrivare tranquillamente a 50 punti. Vogliamo andare in Europa e fare un progetto ambizioso in stile Atalanta, che è diventato un club internazionale. Ormai riusciamo tranquillamente a rimanere in Serie A, e se avessimo la possibilità di migliorare ancora sarebbe ottimo».
L’Atalanta è dunque il modello di riferimento, ma Pozzo ha elogiato anche il progetto del Como, prossimo avversario alla ripresa del campionato. «Sono stati miracolosi. Non bastano solo i soldi, perché bisogna essere capaci: stanno facendo bene, sono bravi nella gestione e nell’acquisto di giocatori e allenatori».
Passato e presente
A proposito di nomi, Pozzo ha menzionato il giocatore preferito nei 40 anni di gestione societaria che ricorreranno a luglio: «Sono passati come un fulmine, anche con delle buone soddisfazioni. Il più grande è stato Antonio Di Natale, ma ce ne sono stati tanti». Tra questi anche Keinan Davis: «È bravissimo, anche a livello di comportamento e atteggiamenti. Ha avuto dei momenti difficili ma è un calciatore che segna e sa gestire il pallone».
Nazionale e Var
Poi la stretta attualità, a cominciare dalla fiducia nella Nazionale: («Andremo al Mondiale, la squadra c’è»), prima di passare al Var, di cui Pozzo fu un promulgatore: «Sono a favore, nel 99% dei casi ha risolto problemi che sarebbero stati ingiustizie. Verrà perfezionato, la strada è quella giusta».
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