La squadra del Friuli Venezia Giulia alle Olimpiadi: ecco chi sono i dieci atleti convocati
Le stelle Vittozzi e Della Mea guidano l’agguerrita spedizione del Fvg ai Giochi. La saltatrice Zanitzer è la più giovane, Ale Pittin il veterano alla sesta olimpiade

Dieci. Dieci agguerriti atleti. Soprattutto dieci sognatori. Mancano dieci giorni all’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e il Coni ha reso noto i 196 nomi che comporranno la squadra azzurra. Di questi ci sono 103 uomini e 93 donne che andranno a caccia di gloria nei Giochi di casa in 12 discipline.

La squadra del Fvg ha una stella di prima grandezza come la campionessa del biathlon Lisa Vittozzi, la sappadina 30enne sùbito a caccia di medaglie l’8 febbraio ad Anterselva quando è in programma la staffetta del biathlon.

Ha una “seconda punta” di lusso come la tarvisiana Lara Della Mea, più volte nella top ten di Speciale e Gigante quest’anno nella Coppa del mondo di sci alpino, e un solido atleta nello sci nordico come l’altro sappadino Davide Graz, 25 anni che nelle ultime settimane è salito, e di molto, di condizione.

Gli altri sette? Ci sono dietro altrettante storie meravigliose.
Pensate a quella della più giovane in gara per il Comitato Fvg della Fisi: Martina Zanitzer.

Vent’anni, fresca di ingresso nel Gs Carabinieri è di Tarvisio che vuol dire salto. Lei in Coppa del mondo ha raccolto i punti per qualificarsi, recente il 24° posto strappato in Giappone. Vivrà un’esperienza da sogno dal trampolino di Predazzo.

Dove salterà anche il figlio d’arte Francesco Cecon, 24 anni. Suo padre Roberto ha vinto in Coppa del Mondo, oltre ad essere stato ct azzurro. Tradizione di famiglia, saltava anche il fratello. Naturalmente la famiglia è di Malborghetto, un passo dal trampolino di Tarvisio.

Già i salti. A Predazzo, dove ora vive, li ha sognati per anni Alessandro Pittin, 35 anni. Vent’anni fa il finanziere di Cercivento debuttò sedicenne alle Olimpiadi di Torino. Era in piazza a Paluzza a far festa la sera in cui Giorgio Di Centa tornò a casa con due ori. Quattro anni dopo a Vancouver con gli sci di fondo e dal trampolino fa la storia del nordico azzurro: bronzo.
Mai nessuno come lui. Cade proprio dal trampolino quando è tra i big, insegue per anni la forma perfetta, disputa altre tre Olimpiadi, due anni fa si frantuma il crociato, perde papà Stelio un anno fa e gli promette: farò la sesta Olimpiade. Sembrava tagliato fuori, invece nello sport c’è una giustizia. Farà la sesta olimpiade.

Nel fondo ai Giochi tornerà anche un cognome pesante, quello dei Di Centa, la leggenda degli sci stretti. Martina, 25 anni, figlia di Giorgio, che sarà skimen della nazionale di biathlon e nipote di Manuela. È riuscita a qualificarsi la carabiniera di Paluzza, pluritricolore, ma gli azzurri nel fondo non vanno forte come quando gareggiavano quei due, quattro ori e tanta altra argenteria a cinque cerchi in bacheca. Vai Martina, goditela.

Come se la godranno le due azzurre prestate all’atletica: Giada Andreutti e Anna Costella. Giada, discobola di successo, è pilota. Stavolta, rispetto a Pechino non ci sarà il suo compagno il pordenonese Mattia Variola che non si è qualificato. Per Anna Costella, saltatrice in lungo di buon talento le ultime selezioni tra le frenatrici le hanno spalancato le porte a Cortina e alla mitica pista rinnovata (con polemiche).

Ultima storia? Che storia. Il biatleta carnico, Nicola Romanin, 31 anni, aveva un sogno per se e per la sua splendida famiglia: andare ai Giochi, dove ci sarà anche il fratello Mirco, allenatore azzurro. Ce l’ha fatta a suon di risultati ed è in una squadra da medaglie.

«Tutti i nostri 5 mila tesserati tifano per voi», spinge questa meravigliosa squadra il presidente Fisi Fvg Maurizio Dunnhofer. È già orgoglioso adesso, figurarsi come sarà tra un mese. —
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