Apu eroica a Brescia, ma senza stranieri il finale è una condanna
Udine gioca una grande partita in casa della capolista, va più volte avanti ma cede allo scadere ai colpi di Della Valle: il sistema non basta senza talento

Udine ha la partita in mano una, due, forse tre volte, perde a Brescia casa della capolista allo scadere sotto i colpi di Della Valle dopo una partita giocata alla grande, ma che ha di nuovo evidenziato il peccato originale di questa splendida squadra: non ha due americani, l’ultimo arrivato è peggio che peggio, e alla fine non c’è nessuno che fa canestro.
L’Inizio dell’Apu è senza paura. Christon, che prova a fare la partita dell’ex, e Spencer cercano di imitare la coppia balcanica Ivanovic e Bilan, e non sfigurano. Con anche Bendzius positivo la squadra di Vertemati dà una sensazione chiara: ha un piano, ha un gioco.
Certo, anche chi legge si chiederà: dove sono Dawkins e l’altro straniero? Ai margini.
Non fai tempo a chiederti cosa potrebbe fare con qualcosa di più in questo contesto che gioca come un orologio (lasciamo perdere la Svizzera per carità) che “di sistema” anche con Calzavara, Da Ros, Udine chiude avanti un gran bel primo quarto 21-15.
Poi, per carità, se Bilan è stato lo scorso Mvp del campionato un motivo ci sarà, è ovunque. Eppure non salta, ma gioca di tecnica.
Brescia è arroccata attorno a lui, ha fatto la finale scudetto, può far entrare, tra gli altri, Burnell in corsa. Cournoh, Massinburg e Mobio, ad esempio, son meglio di Zoriks e Dawkins, che almeno in attacco fa qualcosa ma poi esce.
Con un altro ex come Alibegovic, al solito indiavolato e sempre di sistema, l’Apu allunga a +10 (29-39) a 3’ dall’intervallo, ma poi si fa rimontare con un finale di quarto pessimo tra palle perse ed errori al tiro, con Zoriks che fa vedere come, con tutta la buona volontà, si poteva pescare di meglio.
Con quel telaio lì, e quella power unit affidabile, per usare una metafora automobilistica visto che hanno presentato la nuova Ferrari, non avere i cavalli di due buoni stranieri è un gran peccato.
Vabbè, va così. Intanto l’Apu col suo sistema continua a rompere le scatole alla grande alla capolista della serie A. Continua a giocare una signora partita. Calzavara, Christon (che però da tre piedi a terra stranamente non ci prende mai) e un gran capitan Mirza (chirurgico) sono un bel rebus per la banca di Cotelli che si aggrappata al talento di Bilan e Della Valle, il miglior italiano del campionato, che praticamente da soli tengono testa agli ospiti.
Talento contro sistema: chi vincerà?
La Serie A è una brutta bestia, con sei stranieri da pescare dal mazzo molto spesso alla fine vince chi ha più talento.
Eppure Udine difende forte, Mekowulu lotta, vola addirittura i contropiede a schiaciare, Bendzius c’è, Della Valle il quarto fallo. L’Apu, nonostante il lettone tapezzeria roba da artista sovietico anni ’60, va all’intervallo avanti 68-63.
«Non ti lasceremo mai», canta lo spicchio bianconero che ha fatto paura a Virtus, Reyer, Milano e adesso fa una gran paura anche alla Leonessa. Ivanovic si fa male alla spalla, per fortuna solo spavento e botta.
Mekowulu è una furia, fa tutto. Brescia è nervosa, sbaglia tre attacchi di fila, Udine non ne approfitta e a 7’ dalla fine Cotelli butta in campo gli Mvp Della Valle e Bilan.
“Qui si fa l’Italia o...” disse Garibaldi. “Qui si fa l’impresa” dice Alibegovic. Cantù ha vinto a Reggio Emilia, ma Treviso ha perso in casa con Trento: qui si fa la salvezza, altro che.
Ma è lunghissima, e i rivali possono segnarti anche 10 punti in un minuto. A 6’ l’Apu ne ha 11 di vantaggio (74-63). Bilan non ci sta, Della Valle dall’angolo uscendo dal campo: pandemonio e tutto riaperto. Nove punti in meno di un minuto.
Ecco un esempio di cosa voglia dire regalare per oltre metà campionato due americani. Hai la partita in mano a casa dei più forti, ti trovi ad aver bisogno di due canestrini al nulla e non li hai.
Fermi tutti: tripla siderale di Alibegovic, un italiano che sta facendo un campionato da americano. A 1’52” L’Apu + 79-73. Segna Brescia: -4. Servono canestri, Brescia difende. Pure Bendzius è in panchina: chi segna? Della Valle da 9 metri. Alibegovic (20 punti alla fine) fuori per falli prende pure un tecnico. Della Valle sorpassa, ma non uccide la partita. Christon sbaglia un libero e pareggia 80-80 a 17” dalla fine. Segna Della Valle, 25 punti alla fine, da 9 metri. Sì, presidente Pedone, vince il talento, perde il sistema. Non serve un Della Valle, per carità, ma due che giochino e vedano il canestro. Subito.
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