Nicola Imbriani
FISIOTERAPISTA
«La clausura forzata lontano dalle famiglie non va bene né per i calciatori, né per medici, fisioterapisti, tecnici... Diventa un carcere dorato e non va bene. I livelli di stress sarebbero altissimi e aumenterebbe anche il rischio di infortuni, che sono condizionati da questo e dalla stanchezza – dice il dottore fisioterapista che ha lavorato anche nell’Udinese –. Dovrebbero giocare ogni tre giorni, e significa non allenarsi, come avviene nella Nba, ma i calciatori non sono abituati. E poi dovranno viaggiare lo stesso per andare a giocare, aumentando di molto il rischio del contagio. Non è ancora stato raggiunto ”rischio zero”». (s.d’e.)
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