Manzanese-Corno, patto per i giovani

Storico accordo tra i due club che consentirà la crescita dei vivai

MANZANO. Va di moda il “terzo polo” anche nel calcio giovanile regionale. L’accordo di collaborazione tra la Manzanese e la Virtus Corno può essere visto anche come una risposta alla “corazzata” udinese nata dalla “fusione d’intenti” tra Ancona e Donatello, con la “benedizione” di Totò Di Natale e allo strapotere del Pordenone.

Il progetto che mette insieme le due maggior realtà del calcio nella zona della sedia quindi dovrebbe consentire a Manzanese e Virtus Corno di poter essere competitive ai massimi livelli e in grado di puntare al titolo regionale.

Dopo anni di sana rivalità - ma anche in futuro i “derby” non mancheranno, visto che ogni club presenterà una sua squadra al via dei campionati allievi e giovanissimi - dunque Manzanese e Virtus Corno lavoreranno fianco a fianco cercando di razionalizzare risorse tecniche, organizzative e strutturali. Gli staff dirigenziali hanno compreso che l'unione fa la forza e ora uniscono esperienza e competenze per avviare in sinergia un percorso comune. Il connubio prevede un unico coordinamento dello staff tecnico e dirigenziale (già in atto le collaborazioni con San Vito al Torre, Villa Vicentina e Moimacco).

Presenti alla firma dello storico accordo il presidente del Comitato regionale Figc Renzo Burelli, il consigliere rieletto, già assessore allo sport di Manzano, Patrick Stacco, il vice-sindaco di Corno di Rosazzo e assessore allo sport Daniele Moschione, il presidente della Manzanese Nelio Taboga e quello della Virtus Corno Giorgio Clocchiatti, i dirigenti Edy Tosone e Willy Monaco.

«Manzanese e Virtus Corno hanno deciso di unire le forze – hanno spiegato i dirigenti –, sempre più convinti che per crescere senza fare spese folli ci sia bisogno di una gestione efficace dal punto di vista organizzativo, sia delle risorse umane che delle strutture necessarie allo svolgimento dell’attività. L’elemento fondamentale di questo progetto sono i giovani, sui quali è un obbligo investire».

La valorizzazione dei ragazzi sarà infatti l’elemento trainante di un programma pluriennale che punterà sulla “green line”. Obiettivo: «costruire un vivaio con lo scopo di impiegare i “nostri” ragazzi nelle squadre maggiori. Una scelta che in questi anni ha già pagato».

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