La terza “vittima” della Polisportiva udinese

Nel giugno 2011 la rinuncia della Pallalcesto amatori Udine, sponsorizzata Snaidero, alla Legadue di basket. Nel 2014 una doppietta. In febbraio scorso, il tribunale di Udine ha dichiarato fallita l’Ice hockey Aquile Fvg, emigrata in Prima divisione carinziana dopo i fasti della serie A a Pontebba. Ora la chiusura della Libertas Sporting club Udine, affossata dai lodi di tesserati vecchi e nuovi, dopo 14 anni di fila in A2 di basket femminile e lo scudetto 2009 under 19.
Tre “vittime” in 4 anni per la Polisportiva udinese, di cui tutte erano tra le fondatrici nel 2010. A ruota del riassetto societario Pau, appena retrocessa dalla A nel 2009, con ingresso dell’Udinese calcio dei Pozzo e di Massimo Blasoni / Sereni orizzonti. Della Polisportiva di partenza, che al traino dell’Udinese doveva valorizzare le eccellenze sportive friulane, restano in piedi Rugby Udine in A e Pav Atomat Udine in B1 di volley femminile.
Ora si arrende il presidente Sporting, Alessandro Grassi, che ha vissuto tutte le gestioni polisportive. L’iniziale del marketing bianconero Hs di Ferrigno. La biennale di Fausto Deganutti dg che ha lasciato in dote contributi Fvg, oltre ai soliti Amga. Infine, quella «dei presidenti», come la definì Grassi stesso con la vicepresidenza in Polisportiva di Alessandro Pedone, patron Apu Gsa subentrata alla Pau.
Nei piani di mezza estate scorsa: business plane, marketing in proprio autotassandosi sui fondi Fvg, con bilanci certificati. Invece, altra vittima in Polisportiva, soluzione politico - affaristica nata auspice il sindaco Honsell quand’erano in ballo convenzione e nuovo stadio Friuli.
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