La metà di Padelli parla friulano

L’ex sposerà a giugno la tarcentina Claudia Fior, conosciuta a Lignano
Di Mattia Pertoldi

UDINE. «Per me questa partita è una sorta di derby: speriamo finisca in parità. Meglio se 0-0 così Daniele è pure contento di non aver subito gol». Parola di Claudia Fior, trentenne tarcentina doc e da un paio d’anni compagna dell’ex bianconero Padelli che sposerà il prossimo 20 giugno proprio in Friuli, festeggiando le nozze nella meravigliosa cornice di villa Gallici Deciani a Montegnacco. Eh sì, perchè l’attuale numero uno granata ha trovato proprio in Friuli quella che Platone, nel “Simposio”, descrive come quella seconda metà che ognuno di noi cerca nella vita dopo il taglio in due parti degli umani deciso da Zeus. O meglio, per essere più precisi, a Lignano Pineta in uno degli storici ritrovi della “movida” estiva udinese. «E pensare che all’inizio non lo volevo – ride Claudia –. Ero appena uscita da una relazione di tre anni e mezzo e l’unico mio desiderio era quello di provare ad “affibbiarlo” a una mia amica. Mi ha “perseguitato” per due mesi e alla fine mi ha conquistato».

E quando Daniele viene scaricato dall’Udinese a parametro zero – non senza rimpianti vista la passata stagione –, Claudia lo segue a Torino, lasciando pure il posto al reparto di ostetricia all’ospedale di Pordenone. «Quella per me è la vera prova d’amore – ricorda –: abbandonare un lavoro che amavo da morire». Friuli terra felix, dunque, per Daniele e Claudia che, non per nulla, hanno scelto questo piccolo compendio dell’universo – mutuando Ippolito Nievo – anche per pronunciare quel fatidico «lo voglio» davanti a parenti e amici. Udine e il Nordest sono nel destino di Padelli che, però, di mestiere fa il calciatore professionista e, ne siamo certi, oggi vuole vincere per continuare a veleggiare e sperare – perchè no – pure di tornare a vestire la maglia della Nazionale. Sì, ma Claudia oggi che fa? Soffre per il toro o per la zebra? «Beh tifare Torino proprio no – chiosa –: io sono, orgogliosamente, friulana. È dura, durissima. Dai, davvero, per una volta uno scialbo zero a zero, senza troppi patemi o occasioni, in fondo, non mi dispiacerebbe affatto». Difficile, onestamente, darle torto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto