La Gesteco nella mani di Pillastrini: senza Ferrari si riparte dal gioco
Negli anni il coach è sempre riuscito ad adattarsi a novità e cambiamenti. La calssifica garantisce un margine di sicurezza prezioso

La Gesteco Cividale non crollerà. Se è vero infatti che si troverà inevitabilmente a dover reinventare il proprio modo di giocare dopo l’addio di Francesco Ferrari, lo è altrettanto che questa squadra ha delle granitiche certezze da cui ripartire.
Sistema Pillastrini
La prima: Stefano Pillastrini e il suo modo di giocare. Negli anni ha sempre fatto sbocciare le sue squadre, adattandosi a novità e cambiamenti. Lo ha fatto in estate, dopo aver salutato due dei suoi interpreti migliori come Gabriele Miani e Giacomo Dell’Agnello, lo farà ora.
Ci vorrà tempo per trovare brillantezza senza il 24, giocatore più utilizzato per minutaggio e secondo realizzatore della squadra, e per amalgamare il suo successore, una volta che sarà individuato, ma la posizione di classifica dei gialloblù garantisce un margine di sicurezza prezioso.
Rendimento
Lo stesso su può dire delle prestazioni dei singoli. Nella rotazione a otto uomini con cui ha risalito la classifica infatti Pillastrini ha avuto ottime risposte da diversi giocatori. Eugenio Rota sta giocando probabilmente il miglior basket in carriera. Che parta in quintetto o dalla panchina, il capitano dei ducali è un generale in campo e setta l'asticella dell’intensità di tutti i compagni, pronto a prenderseli sulle spalle se necessario come a Cremona. Anche Martino Mastellari è in una delle migliori fasi della sua carriera.
Molti alti, pochi bassi, percentuali al tiro dall’arco tra le migliori 5 del campionato (45.3%) e una crescita continua per rendere sempre più completo il proprio gioco, dalla difesa alla gestione della palla da regista aggiunto. Ha trovato serenità, si vede, e in questo l'affetto della città ha giocato un ruolo chiave. Menzione finale per Leonardo Marangon. Scelto non per demeriti dei compagni, ma perché diventato ormai un top player per la categoria. Il suo impatto a livello fisico, per energia ed intensità, è determinante e con il miglioramento al tiro da tre (44% in stagione, nonostante qualche serata no) il suo gioco d'attacco è diventato ancor più efficace e condizionante per le difese.
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