Juve, Dybala gol per battere la Lazio e fiutare lo scudetto

Nell’ultimo minuto del recupero l’1-0 del 10 bianconero Così Allegri torna a -1 dal Napoli ma con una gara in meno 
03/03/2018 Roma, stadio Olimpico, campionato di calcio serie A 2017-18, Lazio-Juventus, nella foto esultanza di Paulo Dybala dopo il gol
03/03/2018 Roma, stadio Olimpico, campionato di calcio serie A 2017-18, Lazio-Juventus, nella foto esultanza di Paulo Dybala dopo il gol

ROMA. La Joya e la gioia. Il gioiello di Laguna Larga regala alla Juve tre punti che in ottica scudetto ne valgono molto di più, considerando anche che in serata il San Paolo ha regalato un’altra gioia alla squadra di Allegri che, dopo la vittoria della Roma, torna a un punto da Napoli, ma con una partita in meno, quella da recuperare il 14 contro l’Atalanta. Ecco quanto vale un guizzo, l’unico, all’ultimo secondo disponibile. Paulo Dybala è un campione e come tale è pagato per risolvere le partite più difficili, proprio come questa.

Fino alla magia del 10 bianconero le due squadre si erano equivalse in tutto, anche negli episodi da moviola (uno per parte), ma l’Olimpico biancoceleste non aveva fatto i conti con l’argentino. Dybala versione Aladino, ha sfregato la lampada tirando fuori un colpo di genio dei suoi. Adrenalina pure per una Juve che non meritava la vittoria di fronte ad una Lazio volenterosa e ben messa in campo. Quello che conta alla fine però è quello che si legge sul tabellino ed in classifica. Il mucchio umano che ha sommerso l’attaccante dopo il gol ne è la dimostrazione.

Pronti via e dopo 6’ Banti ha subito il suo bel da fare. Contatto dubbio in area laziale Dybala-Leiva. Il fischietto livornese lo giudica regolare. La prima azione da gol è di marca bianconera. Punizione tagliata dalla trequarti di Pjanic che finisce dritta sulla testa di Mandzukic. Il croato, da limite dell’area piccola, incredibilmente non trova la porta. La risposta biancoceleste arriva con un’altra incornata a firma Milinkovic Savic bloccata a terra da Buffon senza eccessivi problemi. La fase centrale del primo tempo è di marca laziale. Al 22’ Immobile da fuori costringe l’estremo bianconero alla deviazione in angolo. Sul corner la traiettoria di Luis Alberto è destinata sotto l’incrocio dei pali ma Buffon con i pugni sventa la minaccia. Allegri non gradisce e passa alla difesa a quattro spostando Barzagli esterno destro. Alla mezz’ora nuovo episodio da moviola. Dybala calcia dalla bandierina a Lukaku devia nella propria porta. Banti però ferma tutto per un precedente fallo di Rugani in area di rigore. Grande paura al minuto 35 per uno scontro fra Buffon e Lulic. I due si rialzano doloranti ma senza conseguenze.

Dopo dodici minuti della ripresa Allegri ridisegna nuovamente la squadra mettendo benzina nel motore del suo attacco. Dentro Douglas Costa e fuori l’ammonito e nervoso Lichtsteiner. Al 63’, sulla stessa zolla della vicenda Dybala-Leiva, avviene un altro contatto da mettere sotto la lente di ingrandimento. Protagonisti Benatia ed Immobile. Anche questa volta Banti decide di non fischiare e, come nel primo tempo a parti invertite, i dubbi restano. Inzaghi cerca più brio in avanti con Felipe Anderson, a lasciargli il posto uno stanco Luis Alberto.

Con il passare dei minuti la Lazio inizia a sentire la stanchezza e la Juve alza il baricentro mantenendo con maggiore insistenza il possesso palla. Fra i più provati dal punto di vista fisico c’è Immobile che lascia il posto a Caicedo. I bianconeri, comunque, restano troppo lenti e macchinosi nella manovra mentre i padroni di casa non riescono mai ad essere precisi nell’ultimo suggerimento.

Sembra tutto finito ma così non è. Ultimo giro di lancette, Pjanic illumina per Dybala. La Joya si libera con un prodigio di Luiz Felipe, si protegge con successo da Parolo ed infila Strakosha per il delirio bianconero.

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