Irene, l’emigrante che esordisce in B1 nel “suo” Friuli

A 15 anni la Benedetti si è trasferita in Lombardia all’Adro Domenica è scesa in campo contro San Giovanni al Natisone
Si definisce ambiziosa e determinata ed è a caccia del grande salto in serie A. Per provare a raggiungere questo obiettivo ha deciso di lasciare il Friuli e trasferirsi in Lombardia per entrare a far parte del progetto Adro guidato dal giovane e titolato tecnico Max Bruini. Irene Benedetti, quindici anni a dicembre, ha così debuttato domenica, in B1, proprio in Friuli, a San Giovanni al Natisone, nella gara vinta dalle padrone di casa per 3-0.


Palleggiatrice, cresciuta nelle fila della Pallavolo Buja, Irene è entrata nel giro delle rappresentative provinciali e regionali ed è stata notata, all’inizio del 2017, sia dal Novara sia dall’Adro; dopo un periodo di prova, con la supervisione di un professionista del mondo della pallavolo, ha scelto la società lombarda. «Senza nulla togliere a Novara – racconta papà Mauro – l’ambiente di Adro e la preparazione di Bruini hanno subito colpito positivamente Irene. La decisione di lasciare il Friuli non è stata facile ma l’abbiamo presa assieme, spinti dalla motivazione di nostra figlia. Sono un uomo di sport e so che il cammino per arrivare ai vertici è lungo e pieno di imprevisti, pertanto viviamo l’oggi senza pensare troppo al futuro, Irene è molto soddisfatta e questo ci basta».


La giovane alzatrice vive ora in casa della ds del settore giovanile Nadia Muscarà assieme ad altre compagne, frequenta un istituto tecnico, si allena tutti i giorni e, oltre alla B1, partecipa al campionato under 16 dando una mano, all’occorrenza, anche all’under 18. «Ho scelto Adro per fare una nuova esperienza – spiega – e per seguire un allenatore che reputo bravissimo e che avevo già visto all’opera al Trofeo delle Regioni. Sono molto contenta di come sta andando, anche se non mi sento ancora all’altezza della categoria. Domenica, a San Giovanni, abbiamo commesso tanti errori, anche frutto della disattenzione, ma abbiamo anche mostrato grinta e carattere e questo è positivo visto che siamo tutte di età compresa fra i 14 e i 16 anni». Per Irene tuffarsi in un mondo fatto di pallavolo non è stato un grosso trauma anche se «sono passata drasticamente dallo stare sempre con in miei al dover imparare a fare tante cose da sola».


La famiglia, appena può, scappa ad Adro a tenerle compagnia. «Siamo piccoli imprenditori – chiarisce il papà – e cerchiamo di ritagliarci appena possibile un po’ di tempo per andare da lei. Siamo grati alla Pallavolo Buja che ha capito l’importanza di dare a Irene, che si è sempre comportata in maniera molto umile e discreta, l’occasione di mettersi alla prova ad alto livello e all’Adro che ha deciso di puntare su di lei». Per Irene la stagione appena iniziata sarà davvero importante per testare le proprie potenzialità e crescere all’interno di un progetto che ha grandi ambizioni in ambito giovanile. Il tempo darà poi il suo responso e ci svelerà se è nata una nuova stella.


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