Insulti razzisti sui social a Davis e Kamara, l’Udinese condanna: «Episodi vergognosi, fuori da ogni logica civile»
I due calciatori bianconeri presi di mira da alcuni tifosi genoani dopo la vittoria a Marassi. Ora scatteranno le denunce

Bacheca su Instagram con i commenti bloccati e una presa di posizione decisa del club, arrivata lunedì 23 marzo, in tarda serata: «L’Udinese Calcio condanna l’increscioso comportamento ai danni dei suoi giocatori Keinan Davis e Hassane Kamara, oggetto di insulti di stampo razzista sui propri profili social. Simili episodi vergognosi sono fuori da ogni logica di società civile ed inaccettabili e Udinese, storicamente modello di integrazione, si impegnerà sempre a contrastarli».
Gli insulti citati dalla società nella nota sono di matrice genoana e sono la coda del finale della partita di venerdì sera a Marassi, dove la squadra di Daniele De Rossi ha sbattuto contro il muro della difesa ad oltranza imbastita da Runjaic che al fato il paio con due ripartenze che hanno portato ai gol bianconeri, utili per un blitz che, naturalmente, ha lasciato l’amaro in bocca ai supporters di casa. Fosse soltanto così sarebbe comprensibile. D’altra parte il Genoa negli ultimi appuntamenti al Friuli - Bluenergy Stadium ha fatto altrettanto, raccogliendo un paio di vittorie tutt’altro che meritate che hanno mandato di traverso la bile ai tifosi friulani. Ma, come si suol dire, il calcio è una ruota: a volte ti punisce, altre ti premia oltre i meriti del campo.
Il punto è che una parte della tifoseria del Grifone ha esagerato, fin dal momento della sostituzione di Kamara, rimpiazzato da Arizala al 38’ della ripresa. Il franco-ivoriano era steso in area dopo un assalto del Genoa e, vedendo la tabella luminosa col suo numero 11, è scattato in piede uscendo in modo rapido da dietro la porta. Un comportamento tutt’altro che scorretto, non è stato neppure invitato dall’arbitro Marchetti ad uscire in modo più celere. A quel punto, tuttavia, dalla gradinata Nord, il cuore del tifo genoano, gli sono piovuti addosso insulti di ogni genere.
Da lui i gesto della linguaccia rivolto agli spalti e, pochi metri dopo, la manata tutt’altro che gentile di Colombo, poi ammonito dall’arbitro. Come ha spiegato lo stesso Kamara sul proprio profilo Instagram, chiuso ai commenti da sabato. «Piccolo chiarimento: se venerdì sono uscito dal campo facendo le linguacce verso i tifosi da Genoa, è solo perché ho ricevuto insulti e dita medio. Era la mia maniera, leggera e senza violenza di rispondere. In 12 anni di carriera, non ho mai provocato chiunque, e non inizierà oggi. Colombo si è arrabbiato, ma può succedere. Grazie al suo mister, ai suoi compagni e anche ai miei per avere calmato la situazione. Il calcio è un sport che riunire e deve rimanere così».
Poi un post scriptum: «E per alcuni che sfruttano l’occasione per mandare insulti razzisti sui social, internet ha una memoria e questo non rimarrà impunito», ha concluso Kamara facendo intendere che ci saranno delle querele.
D’altra parte, come ha segnalato pure l’Udinese, anche Davis è stato vittima di insulti via social sui profili ufficiali del club (la bacheca l’azione del 2-0 dell’inglese ieri sera era chiusa ai commenti), dopo essere stato bersagliato con bottigliette e altri oggetti arrivati dalle prime file della gradinata Nord per essere andato a festeggiare il gol e, dopo pochi minuti, la vittoria, sotto lo spicchio dello stadio Luigi Ferraris riservato ai tifosi friulani.
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