Incrocio pericoloso per l’Apu: contro la Reggiana sarà una partita a scacchi

Coach Menetti presenta la sfida Udine e Reggio Emilia: «Prevedo tanta tattica, vince che estrae l’asso dalla manica»

Giuseppe Pisano
Capitan Alibegovic al tiro nella partita d’andata (foto Petrussi)
Capitan Alibegovic al tiro nella partita d’andata (foto Petrussi)

Si ribaltano i ruoli fra Apu e Reggiana, tre mesi e mezzo dopo la gara del debutto. Il 4 ottobre la matricola bianconera si presentò un po’ timida al Palabigi e pagò a caro prezzo un pessimo primo quarto, ma ora ospita gli emiliani con 4 punti di vantaggio in classifica. A tastare il polso alle due squadre alla vigilia della sfida di domani è Massimiliano Menetti, nativo di Palmanova e tecnico dei reggiani per ben 17 stagioni, di cui 12 da head coach e 5 da vice. Attualmente è free agent dopo la stagione da assistente di Andrea Trinchieri allo Zalgirs Kaunas, segue da vicino la serie A come talent di LbaTv.

Menetti, si sarebbe aspettato un girone fa di vedere Udine a +4 su Reggio Emilia?

«Dico la verità, a inizio stagione ero ottimista in merito al campionato dell’Apu dopo averli visti giocare in preseason. Mi aspettavo un torneo così dai bianconeri, ma Reggio Emilia me l’aspettavo dov’è ora Udine. La gara d’andata fu particolare, Vertemati era senza Hickey».

L’Apu è fra le squadre più in forma della serie A e sembra aver trovato una chiara identità. Concorda?

«Sì, ed è stata brava e fortunata a inserire Christon, che ha permesso di assorbire la sospensione di Hickey. Un innesto che le ha permesso di fare un ulteriore passo avanti a una squadra con radici solide e talento».

Lei ha lavorato in Lituania quindi conosce il basket dei paesi baltici. Ci può dire qualcosa del nuovo acquisto udinese Zoriks?

«Lo conosco, è nel giro della nazionale lettone e l’ho affrontato in Champions League quando allenavo a Treviso e lui giocava nel Vef Riga. Lo considero un ottimo giocatore, ha talento e sa essere un “clutch”, ovvero uno che fa canestro nel momento decisivo di una partita. Al coach e a Gracis dico bravi, con Mekowulu, Christon e ora Zoriks hanno saputo rimodulare il roster molto bene».

A proposito di Mekowulu: lei lo conosce bene avendolo allenato a Treviso, è sorpreso dei progressi che sta facendo a Udine?

«Mi fa molto piacere, perché è un ragazzo serio. Quell’anno arrivammo sesti e lui fece un ottimo campionato. Credo che quest’anno avesse solo bisogno di tempo per ricalibrarsi dopo una stagione in Giappone, dove si gioca un altro basket».

Reggio Emilia ha appena inserito in corsa Rossato. Come cambia?

«Secondo me Reggio, che ha giocatori di alto livello, aveva problemi di “feed”, cioè di accoppiamento dei giocatori. Caupain, che voi conoscete bene, faticava con gli altri esterni, infatti con l’arrivo di Brown giocano con due play. Rossato porta alla squadra tiro da tre, ma ora aspetto di vedere i movimenti in uscita, perché iniziano a essere in tanti».

A Udine la Reggiana sarà senza Cheatam. Perdita grave?

«Durante la telecronaca di Reggiana-Sassari, domenica scorsa, ho detto che Cheatam ha fatto un inizio di torneo strepitoso, ma il suo periodo di dentro e fuori dal team per i guai fisici ha condizionato la squadra. È una pedina fondamentale, ma deve essere al 100% non al 50%. Senza questo dentro e fuori i compagni giocano più leggeri. In più è arrivato Thor da ala grande e sta crescendo. Brava inoltre la società a tenere la barra dritta con coach Priftis, che è bravissimo».

Che partita si aspetta?

«Una sorta di sfida a scacchi: stimo sia Vertemati che Priftis. Guidano due squadre forti, ci saranno tanti duelli tutti da gustare. Vedremo molta tattica, vince chi estrae l’asso dalla manica».

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