In caso di risultato negativo in Sardegna spunta già all’orizzonte l’ipotesi del ritiro
La società pretende una prova convincente con i tre punti dopo una partenza un po’ stentata

La “minaccia” all’orecchio dello spogliatoio è già arrivata: in caso di risultato negativo in Sardegna, la prossima gara casalinga con la Fiorentina potrebbe essere preparata in ritiro.
Chissà come commenterebbe la cosa Jakub Jankto, che domenica Walace e compagni si ritroveranno da avversario, lui che quando era a Udine aveva criticato questa soluzione andando anche oltre e parlando di hotel pessimi e con servizi igenici tutt’altro che puliti.
Al di là di quella che potrebbe essere la sede del ritiro, il nodo della questione è un altro: il solo ipotizzare una simile soluzione dopo quattro giornate sta a significare innanzitutto che il patron Pozzo è insoddisfatto dei risultati raccolti in queste prime tre giornate e che considera la rosa messa a disposizione del tecnico superiore al Cagliari.
E proprio qui sorge il dubbio: ma la squadra mandata in campo con Salernitana e Frosinone (e quindi senza Beto) è davvero più forte dei neopromossi sardi? Siamo i primi a sostenere che sul piano dell’intensità, dell’agonismo e in parte anche della personalità ci si aspettava comunque qualcosa di più dall’Udinese.
Nel primo tempo il Frosinone ha comandato, arrivando con troppa facilità nell’area di rigore bianconera. Tuttavia, va detto che Sottil sta facendo i conti con una “sanguinosa” perdita di qualità. Deulofeu non c’è e chissà quando tornerà in pista, Brenner, il giocatore che nei piani di Gino Pozzo doveva raccogliere l’eredità di Beto, starà ai box fino a gennaio, Kamara non è Udogie.
Il fatto che Pereyra, dopo aver saltato la preparazione, venga con ogni probabilità convocato e si ipotizzi già un suo impiego a gara in corso, dimostra che il mercato estivo non è stato indovinatissimo.
Alla base dell’eventuale scelta di mandare la squadra in ritiro in caso di ko a Cagliari, c’è però una contraddizione: «Un inizio così era prevedibile perché è stato cambiato tanto e i giocatori devono conoscersi, serve tempo», le parole del responsabile dell’area tecnica Federico Balzaretti all’indomani del pari con il Frosinone.
Pensiero condivisibile, ma che cozza con l’ipotesi di mandare la squadra in ritiro dopo quattro giornate. Se devono avere pazienza tifosi e critica, altrettanto vale per la società. E poi diciamolo: non sono mai stati i ritiri a far vincere le partite.
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