Il desiderio di Greta: «Diventare la nuova Papa dell’Atomat»

La Cocco, 19 anni, è stata la terza centrale delle udinesi «Ho giocato poco, ma da Stefania ho imparato molto»
Di Monica Tortul

RONCHI DEI LEGIONARI. Voleva seguire le orme della mamma pattinatrice, ma poi ha trovato nel volley la sua dimensione, contagiando il resto della famiglia. Da quest’anno Greta Cocco gioca in B1 all’Atomat come terza centrale e, nonostante finora abbia avuto poco spazio, è una delle giocatrici su cui la società potrebbe puntare in futuro. Nonostante la stagione quasi sempre in panchina, la diciannovenne di Ronchi dei Legionari si è fatta sempre trovare pronta all’occorrenza. Sabato scorso a Padova ha giocato fin dal primo minuto, disputando una gara lineare, senza sbavature. «Questa stagione - spiega Greta - non è stata facile per me. In precedenza avevo giocato solo una stagione in B2, terminata poi per altro con una retrocessione. La prima difficoltà da risolvere è stata la mancanza di esperienza; poi ho dovuto abituarmi a un ritmo di gioco diverso. Non è stato facile essere costanti e neppure tenere il passo, ma sono contenta di come è andata».

Ha iniziato a giocare a Ronchi dei Legionari a 10 anni; tre anni dopo è passata alla Fincantieri Monfalcone e lì è sempre rimasta. La scorsa estate ha iniziato a fare spola tra Ronchi e Udine. Anzi, tra Trieste e Udine. Greta frequenta infatti il primo anno di economia dei mercati internazionali nel capoluogo regionale. «Prima mi allenavo a cinque minuti da casa ed era tutto più semplice - racconta ancora -. Questa stagione ha richiesto molto più impegno, sia in termini di energie che di tempo. A Udine però mi sono trovata bene; sono stata accolta a braccia aperte e forse è dipeso anche dal fatto che non ero l’unica nuova». Insieme a Greta sono arrivate da Monfalcone anche Veronica Fasan e Aurora Minetto, con cui Greta ha un rapporto d’amicizia consolidato e di lungo corso. «Continuare a condividere la passione con le mie amiche - dice ancora Cocco - è stato importante per me. Ci siamo amalgamate bene con il resto del gruppo ed è stata una buona stagione. Il mio esempio è stato Stefania Papa. Da lei ho imparato molto».

Greta non ha ancora parlato con la società del futuro e non sa dunque se resterà a Udine. Di certo vorrebbe giocare un po’ di più, per crescere e mantenere il buon livello acquisito. La pallavolo è una passione, ma anche un divertimento. È così anche per il fratello minore Enrico, che gioca a Cervignano, e la sorella Camilla, che invece gioca a Ronchi. Enrico, 15 anni, è passato dal calcio al volley; Camilla, 11, sta invece muovendo i primi passi nel mondo della pallavolo. Greta condivide la sua passione per lo sport anche con il fidanzato Pietro, giocatore di basket. Da grande non sa ancora cosa vorrebbe fare. «Ho le idee poco chiare sul mio futuro - ha concluso -. Ho appena iniziato l’Università e spero di farmi un’idea più precisa nei prossimi anni. Intanto vorrei continuare a giocare a pallavolo finchè è possibile».

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