Vai a cena e trovi il Figlio del vento: il mito Carl Lewis in visita in Friuli

Il campione in visita alla sorella che vive a Cividale. E così a Spessa gli organizzatori del Meeting UdinJump non si lasciano sfuggire l’occasione per un incontro unico

 

Francesco Tonizzo
Gli organizzatori di UdinJump a Spessa con la leggenda dell’atletica Carl Lewis
Gli organizzatori di UdinJump a Spessa con la leggenda dell’atletica Carl Lewis

 

Ventuno medaglie tra Giochi Olimpici e Campionati del Mondo racchiuse all’interno di una singola stanza, a Villa Rubini, nel cuore dei Colli Orientali. Una leggenda vivente che arriva d’oltre oceano e ha creato un legame particolare con il Friuli. Carl Lewis, il “figlio del vento”, ha raggiunto nei giorni scorsi la sorella Carol, cittadina acquisita e residente a Cividale del Friuli.

L’occasione familiare si è trasformata in un momento di incontro sportivo di alto profilo, grazie alla cena organizzata con la dirigenza di UdinJump Development. Il vertice conviviale si è svolto domenica sera, a poche ore dal volo di rientro del campione verso gli Stati Uniti. Degustando ribolla gialla e cabernet, l’occasione è stata propizia per una piacevole serata conviviale.

Facile restare ammaliati dai racconti, gli aneddoti, le dinamiche delle grandi sfide che hanno visto protagonista l’atleta americano negli anni Ottanta e fino all’inizio dei Novanta.

La mente dei presenti è andata all’egemonia imposta da Carl Lewis nel salto in lungo, certificata da quattro titoli olimpici consecutivi. Un dominio che lo pone al sesto posto nella classifica degli sportivi con il maggior numero di medaglie d'oro olimpiche, nella storia dello sport. Semplicemente, un fenomeno.

A Vila Rubini si parlato del duello, mitico e di livello tecnico ineguagliabile, con il connazionale e rivale Mike Powell.

Una sfida che ha toccato l’apice ai mondiali di Tokyo, nell’estate del 1991. Una gara consegnata alla storia della disciplina.

Carl Lewis si presentò in pedana con una striscia aperta di 65 vittorie e dieci anni di imbattibilità nella specialità del salto in lungo e con l’entusiasmo e la vitalità del primato mondiale dei 100 metri (9”86) siglato solo cinque giorni prima.

Si, perché Lewis gareggiava, anzi, dominava sia nei salti, sia nelle gare di velocità. Non a caso, era soprannominato “il figlio del vento”.

A Tokyo, Lewis atterrò a 8.68 al primo salto, per poi spingersi fino a 8.91 al quarto tentativo. Il rivale Powell, alla quinta prova, trovò la combinazione ideale tra rincorsa, stacco e volo, atterrando a 8.95 e cambiando le gerarchie internazionali.

Segnando un’epoca irripetibile dell’atletica leggera mondiale. Vieppiù, il talento in pedana rappresenta una costante nella famiglia Lewis.

Anche Carol ha firmato una carriera di elevato valore tecnico, con un primato personale di 7.04 metri nel salto in lungo.

La sua decisione di eleggere il Cividalese a propria dimora stabile certifica l’attenzione e l’amore per il Friuli. Ricambiato alla grande, se è vero che ogni occasione conviviale è un’opportunità di festa unica.

A Spessa, in rappresentanza di UdinJump Development, il meeting di salto in alto inventato da Alessandro Talotti, c’erano il presidente Massimo Patriarca e il direttore tecnico Mario Gasparetto, con una ristretta cerchia di amici.

«È successo tutto all’improvviso - racconta Gasparetto - la sorella ci ha contattati dandoci la loro disponibilità a ritrovarci a cena e abbiamo organizzato la cosa in poche ore. È stata un’emozione unica per me e i miei allievi trovarci davanti una delle icone dello sport mondiale, un atleta che ha fatto la storia dello sport riuscendo a vincere, ad esempio, a Los Angeles 1984 quattro ori. Speriamo di ritrovarlo al più presto tanto ormai Carol qui è di casa».

Alla serata hanno preso parte anche due giovani saltatori in alto friulani, Gerhard Pintar e Simone Dal Zilio, emozionati al cospetto di un vero e autentico riferimento dello sport globale.

Salutato con un simpatico “Mandi e a riviodisi, il prin pussibil” al leggendario Carl Lewis. Diventato un po’ friulano, grazie alla sorella Carol. E chi se la dimentica una cena così?

 

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