Gesteco, grinta, intesa ed esperienza: le armi per cominciare col piede giusto

CIVIDALE. Amichevole o meno l’esordio in campionato per la Ueb ormai incombe. Nelle ore scorse, la squadra gialloblù ha dovuto prendere suo malgrado atto dell’impossibilità, da parte del Cibona Zagabria, a partecipare al test match programmato per la serata di ieri a Capodistria. S’è detto per cause legate allo stato di fallimento in cui verserebbe la storica realtà della palla a spicchi anni ’80. Poco male, la truppa del Pilla è rimasta a casa e si è allenata sul proprio parquet, in famiglia, in un pomeriggio che è così servito a evidenziare ulteriormente pregi e difetti del team ducale. A una settimana dalla prima di A2 con Verona.
Tic tac, scorre il tempo. Uno sguardo all’orologio, un altro allo specchio. Si osserva, la Gesteco. E vede un gruppo compatto seppur rinnovato, giovane ma condotto da una guida esperta. A segnare il volto delle aquile, poi, un cipiglio agguerrito, riflesso di quello spirito sin dall'estate impresso da staff tecnico e dirigenza ducale nel nuovo roster. «Lo spirito che ci contraddistingue si è visto già al memorial Bortoluzzi a Lignano contro Trieste – spiega pertanto un soddisfatto Massimo Fontanini, direttore tecnico dell’area sportiva Ueb –. Finora, coach Pillastrini ha utilizzato ogni amichevole per motivare il gruppo».
Sul campo, il gruppo ha quindi risposto esprimendosi a un livello di gioco crescente: di fronte al Rijeka, nell’ultima amichevole di questa pre-season, la squadra gialloblù ha sorpreso per fluidità nel giro-palla, rapidità nelle ripartenze. Contro i croati, insomma, l’energia dei friulani ha preso la forma desiderata da coach Pillastrini. Certo, i vari acciacchi emersi in corso d’opera hanno un po’ messo i bastoni fra le ruote al tecnico. «Siamo curiosi di vedere l’assetto definitivo con Berti nel motore», aggiunge allora Fontanini. Il lungo, arrivato in estate da Cento, a oggi è l’unico elemento ancora assente dai tabellini gialloblù. Costretto agli straordinari, il giovane collega Furin, un classe 2003 – è bene ricordarlo –, non ha deluso, pur facendo giocoforza emergere quel gap di inesperienza che, in generale, sembra lasciare Cividale indietro rispetto a formazioni più rodate nelle proprie individualità, vedasi Trieste e Udine.
Grinta, intesa, esperienza: di questi tre fattori, il quarto è quello in grado di elevarli a certezze, a punti di forza. Parliamo del fattore campo, del fattore “marea gialla”. «Ci prepareremo per l’esordio di sabato – conclude Fontanini – con l’obiettivo di provare a battere Verona sfruttando la spinta di 1600 abbonati». Eccolo, il fattore in più: quel PalaGesteco chiamato a dare già sabato il suo decisivo apporto.
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