Floro Flores sposa il Friuli e apre una scuola calcio

L’ex bianconero, oggi al Bari, coinvolto nel nuovo progetto del San Gottardo. «Mi piace lavorare con i bambini, quando smetterò questo sarà il mio lavoro»

UDINE. Antonio Floro Flores ha scelto Udine. Lo ha fatto fin dal primo giorno in cui ci ha messo piede da giocatore nel 2007 e lo ha rifatto ora scegliendo di dare vita alla sua prima scuola calcio all’interno della famiglia del San Gottardo, storica società udinese. L’attaccante ex Udinese, ora al Bari, ha fatto una scelta di cuore e di prospettiva, pure perché la sua famiglia non ha mai lasciato il Friuli anche se lui ha vestito altre maglie negli ultimi anni dopo quella bianconera.

«Sono alcuni anni che Gennaro Ferraro, che ora è il vicepresidente del San Gottardo, mi propone di aprire una scuola calcio, ma sono stato sempre un po’ scettico. Dopo l’esperienza negativa con il ristorante a Colloredo di Montalbano avevo paura di imbarcarmi in un’altra avventura, ma alla fine ho deciso di sposare questa bella idea e mi sono fidato e buttato. Volevo essere più presente in questa fase iniziale del progetto, ma ho trovato le persone giuste per delegare».

Floro Flores, perché ha deciso di fondare una scuola calcio, e perché proprio a Udine?

«Perché ho sempre immaginato di farlo qui. Dopo la prima stagione all’Udinese avevo deciso che sarei rimasto in Friuli stabilmente, tanto che la mia famiglia vive qua da allora. Mi piace lavorare con i bambini e penso sia bellissimo quando un piccolo calciatore cresce, arriva in alto e si realizza, e tu sai che ha iniziato con te. Negli ultimi anni qui a Udine si sta sviluppando molto questa idea e il mio desiderio è insegnare ai bambini il calcio nel modo giusto».

Lei gioca ancora nel Bari, come concilia l’attività professionistica con questo nuovo progetto?

«Ogni settimana rientro a casa, quindi tutte le volte che sarò in Friuli andrò sul campo per assistere i tecnici e i bambini, e anche da Bari attraverso i dirigenti della società sarò sempre informato su quello che succede. Il San Gottardo è una società storica, vecchia di 90 anni, e vorrei contribuire a riportarla ad alti livelli».

Ci spiega meglio in cosa consiste l’idea “Scuola calcio Floro Flores”?

«Quest’anno abbiamo iniziato un po’ tardi e siamo partiti di corsa, ma stiamo già lavorando per mettere a disposizione dei ragazzi un buon numero di campi per gli allenamenti, una struttura accogliente e punti di ritrovo e ristoro, perché la sede del San Gottardo diventi un punto di riferimento per i bambini e le famiglie, anche con la possibilità di mangiare tutti insieme e fare festa. Mi piacerebbe dare vita anche una ludoteca, dove le mamme possano lasciare i più piccoli e rilassarsi mentre i più grandi si allenano o giocano. Insomma, l’obiettivo è dare stabilità ai ragazzini, farli divertire e insegnare prima di tutto l’educazione dentro e fuori dal campo, valori e principi. Per questo motivo i tecnici e i preparatori sono di alto livello. Ora iniziamo, ma l’idea è quella di crescere un po’ di più anno dopo anno. L’investimento sarà importante: pensiamo a 4 campi da gioco».

Quanti piccoli calciatori sono già iscritti nella nuova scuola?

«Al momento sono 120, il 30 per cento in più rispetto all’anno scorso, e miriamo a crescere ancora. Saranno la nostra serietà e l’impegno a fare da garanzia».

In questa nuova avventura accanto a lei c’è il Bari. In che modo?

«La società mi ha aiutato molto, soprattutto fornendomi i kit per giocare e per gli allenamenti. Per questo mi sento di ringraziare molto il Bari e la Zeus che in tempi brevissimi ci ha fornito tutto il materiale personalizzato per noi. Stiamo già valutando di portare in Puglia i nostri ragazzi per far loro vivere alcune giornate nel calcio professionistico, ma anche di dare vita a qualche stage con alcuni miei compagni di squadra qui a Udine, magari a fine stagione. Per i bambini sarebbe vivere un sogno e vorrei regalare loro proprio questo, facendo capire, però, che il principale obiettivo dev’essere stare in campo nel modo giusto e imparare divertendosi. Poi quello che verrà dopo si vedrà».

A proposito del “dopo”, lei ha 34 anni. Ha pensato a cosa farà da grande?

«Finché mi divertirò e riuscirò a reggere i 90’ continuerò a giocare. Se posso ancora due o tre anni sul campo li farei. Poi ci sarà la mia scuola calcio e il rientro definitivo in Friuli».

Floro Flores ha lasciato un bel ricordo tra i tifosi dell’Udinese, guarda ancora con simpatia alla sua ex squadra?

«Mia moglie è una tifosa dell’Udinese, mio figlio Armando gioca nelle giovanili bianconere, viviamo qui, è normale che guardo cosa fa la squadra. Con la gente il legame è buono e spero per i tifosi, che possono ora vedere la partita in uno stadio bellissimo, che ora le cose vadano meglio. Delneri è una bravissima persona, l’ho avuto come allenatore al Genoa anche se per poco, e penso che sia l’uomo giusto per l’Udinese. È un uomo squisito e in grado di fare felici i suoi tifosi».

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