Udinese, il silenzio è d’oro: la sconfitta con il Parma arrivata tra voci e sogni di mercato
Prima della sconfitta con i gialloblù erano arrivate le dichiarazioni di chi ipotizzava di «fare uno step» lontano dal Friuli: le ipotesi sul futuro di Solet, Kristensen e Okoye quando bisognerebbe invece pensare a vincere

A volte il silenzio è d’oro. Deve averlo pensato più di qualche tifoso dell’Udinese dopo la sconfitta subita per mano del Parma, probabilmente anche il tifoso numero uno, Gianpaolo Pozzo, che mosso dalla passione è stato visto a bordo campo, all’ingresso del tunnel che porta agli spogliatoi, prima della partita, quasi per testimoniare alla truppa che è inutile continuare a parlare del futuro, meglio pensare nel prossimo mese al presente, una sensazione che non hanno sempre dato tutti i bianconeri nell’ultima settimana, dicendosi a parole concentrati sull’obiettivo indicato da Runjaic, quella quota 50 punti che sembrava raggiungibile dopo il blitz di San Siro, ma che invece hanno raccontato la voglia di un “salto in alto” nella propria carriera dopo l’esperienza all’Udinese.
Niente di clamoroso, ma quel continuo chiacchiericcio che andrebbe spento, come una radio nell’ora della pennichella. Guardate cosa sta succedendo al Sassuolo, altra società votata alla valorizzazione dei talenti: là è calata una sorta di cortina di ferro, parla solo l’amministratore delegato Giovanni Carnevali. E i risultati si stanno vedendo. Il Sassuolo non ha mollato di un millimetro e ha piazzato il sorpasso sull’Udinese.
Ha cominciato Oumar Solet dopo la vittoria sul Milan. «Adesso penso partita dopo partita per migliorare. Un grande club? Non lo so, ovviamente voglio fare uno step avanti». E vabbé, qualcuno avrebbe preferito fare uno step in avanti in classifica.
Quello della scalata personale è un po’ il cavallo di battaglia che meno viene digerito dai tifosi. Nel senso: si pensa, ma non si dice. Tanto l’Udinese è un club venditore, se arriverà l’offerta giusta, all’altezza del valore del giocatore corteggiato, verrà ceduto. Dovrebbe saperlo bene anche Thomas Kristensen che da anni ormai veste il bianconero e che pensa di essere di un livello superiore. Ha talento fisico e sta aggiungendo anche una buona dose di esperienza che per un difensore centrale non guasta mai. Bisognerebbe anche dire che a volte commette delle sciocchezze tattiche evidenti, ma fanno parte del pacchetto in vendita: per una ventina di milioni si vede. E lui che fa? Parla di progetto, di crescita personale a un portale specializzato danese. «È chiaro quindi che nei nostri piani sia previsto un ulteriore passo in avanti».
Eccolo qui lo step. «Non escludo dunque il trasferimento in un club che gioca in Europa». Intanto, dopo il problemi accusati sabato per una botta al collo, dovrebbe essere a disposizione per una sfida a una squadra che punta all’Europa attraverso la Coppa Italia: la Lazio.
Chi avrebbe potuto già giocare la Champions è Maduka Okoye. «Due anni fa mi voleva l’Inter». Ha parlato solo del passato? No, il portiere nigeriano ha strizzato l’occhiolino anche al futuro: «Qui sto bene, ma vorrei salire di livello». Il solito step. Ma forse ora, per il bene dell’Udinese, servirebbe più che altro uno stop alle chiacchiere sui sogni dei bianconeri che hanno mercato.
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