Felipe Dal Bello: «Tutte le gare sono fondamentali per l’Udinese»
L’ex difensore analizza il momento no dei bianconeri reduci da tre stop: serve un cambio di mentalità per chiudere la stagione «a cominciare dalla Fiorentina»

«Adesso bisogna pensare diversamente: l’Udinese deve vederle tutte come gare fondamentali, a cominciare dalla delicatissima sfida con Fiorentina». È il consiglio che Felipe Dal Bello riserva alla “sua” Udinese, la Zebretta che continua a seguire con immutata partecipazione, al punto da dispiacersi e preoccuparsi per un finale di stagione che «non sta rispettando le premesse e la qualità della squadra».
Felipe, è pesante l’eredità lasciata in consegna dalla sconfitta di Bologna?
«Sì, perché ora l’acqua comincia a salire, nel senso che otto punti di vantaggio sulla zona retrocessione non sono pochi, ma non sono neanche molti sui 36 ancora disponibili per tutti».
L’acqua che sale richiama all’ansia di mettersi in salvo. Crede che possa subentrare un po’ di timore?
«Non credo sia a rischio la salvezza, ma quando sei in ballo conta come arrivi in certe situazioni. L’Udinese che adesso si è inchiodata nelle ultime tre giornate fino a tre giornate fa aveva quindici punti di vantaggio sulla Fiorentina, mentre Lecce e Cremonese sono in tensione da mesi per arrivare alla salvezza, quindi la situazione psicologica tra l’Udinese, la stessa Fiorentina che vincendo a Udine può portarsi a meno cinque, e le altre concorrenti, è decisamente diversa».
Per non andare in ulteriore difficoltà cosa consiglia?
«Cambiare modo di pensare e cominciare a vederle tutte come partite fondamentali, cercando l’intensità e la coesione di gruppo, ma serve soprattutto subire meno gol e farne un po’ di più».
E qui i conti non tornano...
«Sinceramente la partita di Bologna è stata brutta, e purtroppo ho visto troppa difficoltà nella fase offensiva in cui non ho visto soluzioni al di fuori di una ricerca costante di Zaniolo, che però può essere molto limitato se gli avversari gli piazzano addosso un marcatore. Bisogna trovare altre soluzioni, anche perché Atta sta attraversando un momento opaco».
In difesa adesso mancherà Solet per le prossime due partite. È stato un rischio farlo giocare al Dall’Ara dopo l’infortunio col Sassuolo?
«È facile dirlo dopo, anche perché al giorno d’oggi ci sono tutti gli elementi e le valutazioni del caso per non rischiare. Detto questo, è innegabile che l’assenza di Solet possa pesare molto per quello che il francese ha fatto vedere».
Bertola dovrebbe rimpiazzarlo contro una Fiorentina in cui Kean ha ripreso a segnare...
«Bertola mi piace, è un ragazzo di buona prospettiva e Kristensen ha ripreso abbastanza bene. Poi bisogna vedere come regge Kabasele che non è più un ragazzino».
Felipe, cosa salva dalla partita di Bologna?
«La prestazione di Zemura, l’unico che ha cercato un’intraprendenza maggiore anche andando oltre le sue solite giocate. A parte il gol salvato sulla linea lo si è visto convergere ed entrare in mezzo al campo palla al piede».
Quali aspetti vanno invece letti come un campanello d’allarme?
«Il rigore commesso da Karlstrom per me evidenzia le difficoltà che sta avendo questo giocatore che anche a Lecce aveva purtroppo commesso un errore fatale. Quando certe situazioni si ripetono credo che si possano fare delle valutazioni su alcuni singoli».
A suo parere la Fiorentina parte col vantaggio del pronostico?
«Resto convinto che l’Udinese può vincere contro tutti, quindi pure con la Viola e anche non avendo Solet e forse ancora Davis. Ma è doveroso porre rimedio alle lacune in fase difensiva, dove adesso vedo andare in difficoltà anche gli esterni».
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