Brignone in Friuli, la regina dello sci illumina Claut: «Dai tifosi tanto affetto»
La due volte campionessa olimpica fa la testimonial in Valcellina: «Non so se tornerò a gareggiare. Ritrovare la fiducia non è stato semplice. Ho avuto una carriera di alti e bassi che mi ha insegnato a combattere»

Passione, coraggio, emozioni: Federica Brignone accende i cuori. Lo ha fatto anche sabato 6 giugno a Claut, dove è arrivata come testimonial dell’evento River&Peaks gravel race sostenuto da Dolomia, di cui la due volte campionessa olimpica di Milano Cortina è ambassador. È stata accolta da tantissimi tifosi, tutti con l’identico obiettivo: una foto e un autografo. E lei non si è negata: uno scatto, una parola, un sorriso per tutti. Brignone regala belle sensazioni anche fuori dalle piste da sci. La fuoriclasse azzurra si è presa l’affetto dei tifosi e ha restituito qualche immagine del suo percorso sportivo da leggenda. Tra alti e bassi, e un futuro ancora da scrivere: Brignone non sa se gareggerà nuovamente.
La sua carriera, ha detto, le ha insegnato a combattere, e anche a ritrovare la fiducia per poter andare di nuovo forte sugli sci dopo il terribile infortunio del 2025. Che ancora si fa sentire: «Non so se tornerò a gareggiare», ha detto Brignone, «mi sto allenando e faccio fisioterapia. Fisicamente sto bene». «La fiducia», ha aggiunto la fuoriclasse azzurra dello sci, «l’ho trovata dentro di me, grazie al percorso che ho fatto, agli allenamenti. La mia carriera ha avuto alti e bassi, ho imparato a combattere per i miei risultati e questo mi ha aiutata a essere più forte». L’incidente del 2025 una prova durissima. «Non pensavo di riuscire a combattere mostri simili e affrontare una paura così grande. Devi accettare di poterti far male, ma fidarti di nuovo non è scontato, soprattutto dopo un infortunio che mette a rischio anche la possibilità di tornare a camminare».
La fiducia è tornata, con essa la velocità e, così, ha preso forma la meraviglia di Milano Cortina: oro in super G e slalom gigante. «Ho tanti bei ricordi dei Giochi: dagli amici a quando ho tagliato il traguardo nel super G, alla bandiera portata con Amos Mosaner» durante la cerimonia di apertura. «Mai avrei sperato di partecipare alle Olimpiadi in casa dopo quello che mi era successo».
I Giochi l’hanno fatta entrare ancora di più nel cuore dei tifosi: lo si è visto anche a Claut. «Oggi (ieri, ndr), ho ricevuto tantissimo affetto: ringrazio chi è venuto qui per me. La passione della gente dimostra che con le mie discese sono riuscita a trasmettere emozioni. Ho ricevuto tanto affetto anche durante le Olimpiadi, così come avviene nelle gare in Italia e anche nelle altre prove di Coppa del mondo».
Non male, per una bambina che sciava solo per divertirsi. «Mi piaceva stare sulla neve con i miei amichetti», è stato il ricordo di Brignone, «non sognavo di diventare una campionessa. Quando ho iniziato ad affacciarmi agli alti livelli, mi chiedevo se avrei mai fatto punti in Coppa del mondo. Sono andata abbastanza oltre, e per questo sono orgogliosa della mia carriera».
C’è spazio anche per i complimenti alla friulana Lara Della Mea: «Tecnicamente è bravissima, quest’anno forse ha iniziato a fidarsi ed è andata più forte». A chiudere la giornata, l’incontro al palaghiaccio con i tifosi. Tanti, di tutte le età, appassionati e felici: la luce di Federica Brignone ha illuminato Claut.
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