«Ekkelenkamp calcia, meraviglia»: l’olandese è diventato l’arma segreta dell’Udinese

La telecronaca su Dazn di Andrea Marinozzi finisce di nuovo su una maglietta, celebrativa stavolta del gol del centrocampista che ha mandato in ginocchio il Napoli

Pietro Oleotto
L'esultanza di Ekkelenkamp contro il Napoli e la maglietta celebrativa della telecronaca del suo gol
L'esultanza di Ekkelenkamp contro il Napoli e la maglietta celebrativa della telecronaca del suo gol

Dalla finale di Europa League vinta dall’Atalanta a Udinese-Napoli in un attimo, grazie alle corde vocali di Andrea Marinozzi, quello di “Ademola Mia”, la voce di Dazn che finisce di nuovo su una maglietta per un pezzo di telecronaca che, a questo punto dell’anno solare, sarà un cimelio da conquistare per i tifosi bianconeri con il Natale alle porte: «Di Lorenzo, Davis la prende, vicino c’è Ekkelenkamp, trovato. Zaniolo dall’altra parte. Ekkelenkamp frena, poi calcia in porta, meraviglia di Ekkelenkamp, quando vede il Napoli si trasforma, 1 a 0. Ekkelenkamp, bellissimo».

La rete del numero 32 olandese da domenica pomeriggio viaggia nella rete che è un piacere. Un po’ meno per i tifosi napoletani, una parte almeno, quelli che non si sono accodati alle parole – obiettive – del loro allenatore, Antonio Conte che, al netto dei gol annullati, ha ammesso: «Ne abbiamo presi tre e una traversa nel secondo tempo».

Così trovi qualcuno che, sotto il video condiviso da Udinese e Lega Serie A, commenta: «Bravi, avete vinto la Champions».

Le risposte, dalle sei pere prese dal Psv ai successi europei che risalgono all’era “maradoniana”, non sono mancate, ma al di là degli sfottò da social, è facile capire che lontano dal Friuli ancora non si capisce che da queste parte le soddisfazioni sono un soffio di vento, una vittoria dopo 18 partite senza esultare, un eurogol come quello di Ekkelenkamp, la crescita esponenziale di un talento che poi sarà corteggiato dalle grandi, affamate di titoli. Una bulimia che divora spesso anche i bilanci, laddove ormai il calcio dovrebbe essere un esempio di sostenibilità.

La Champions, accarezzata un paio di volte una quindicina di anni fa, con Guidolin, adesso per l’Udinese è arrivare più in alto possibile dopo aver venduto Lucca, Thauvin e Bijol per circa 65 milioni per mettere in vetrina Atta, Solet, lo stesso Ekkelenkamp, per acquistare Bertola e Piotrowski, titolari l’altra domenica.

A livello tattico, poi, ora Rinjaic spera che l’olandese si sia sbloccato. Molti, dopo averlo seguito anche negli allenamenti, lo descrivono come un giocatore talentuoso ma estremamente introverso, sotto il profilo squisitamente calcistico. A 25 anni, dopo un tirocinio nell’Ajax e un esperienza in Belgio che gli ha fatto assaggiare il palcoscenico europeo ad Anversa, Ekkelenkamp deve prendere l’ultimo treno per affermarsi. Lo hanno ripetuto lunedì 15 dicembre, in patria, anche i commentatori, per esempio quelli di “Voetbal International”, che hanno parlato di «una prestazione da Pallone d’oro sotto esame» dopo il gol al Napoli.

In effetti Jurgen ha corso, recuperato palloni su palloni e giocato in copertura prima di decidere il match. Una partita a 360 gradi per sostituire Atta, finora il vero faro del gioco bianconero. Ora il francese può rientrare con tutta calma, se Ekkelenkamp continuerà ad essere quello visto domenica. Un’arma in più per l’Udinese.

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