Diaw e Ciurria, sono loro gli intoccabili del Pordenone

PORDENONE. Lo scorso ottobre, appena ingaggiato, era stato accolto da alcuni con un pizzico di scetticismo. Un atteggiamento comprensibile, dato che non giocava una partita da più di un anno. Passo dopo passo, con le prestazioni sul campo, Samuele Perisan ha convinto tutti. Il portiere del Pordenone, classe 1997, ha dimostrato di essere un calciatore di talento e di prospettiva, che doveva solo togliersi la ruggine legata all’inattività.
La sua importanza è dimostrata anche dai numeri: da quando è arrivato in neroverde, il ragazzo di San Vito al Tagliamento ha giocato ogni gara (per un totale di 15) senza mai saltare un minuto (1350’). Inoltre ha totalizzato sei “clean sheet” (con Ascoli, Pescara, Empoli, Entella, Reggiana, Salernitana).
Meglio di lui, in questa speciale classifica, hanno fatto soltanto Adrian Semper (Chievo Verona) e Luca Lezzerini (Venezia), che hanno tenuto blindata la porta in sette gare. Lo stesso suo risultato l’hanno ottenuto il suo predecessore, Michele Di Gregorio (Monza, pur in sole sette partite), Demba Thiam (Spal, in undici match), Francesco Bardi (Frosinone, in quattordici uscite).
Numeri importanti a fronte di pochi passaggi a vuoto che, tuttavia, sono legati a un percorso di crescita normale: Perisan ha 23 anni e all’Udinese non aveva mai giocato. In crescendo è stata l’ultima parte di campionato prima della sosta, dato che tra Frosinone, Reggiana e Salernitana ha dato grande sicurezza.

E' stato molto positivo a Pescara e nella gara col Chievo. In quest’ultima circostanza è stato lui a tenere in vita la squadra con almeno due parate “pesanti”. In un contesto in cui tutti credono in lui, supportato dalla tranquillità legata al fatto di poter sbagliare, Perisan sta dando ragione all’investimento voluto da Matteo Lovisa e da Emanuele Berrettoni, direttore dell’area tecnica e ds del Pordenone. I due l’hanno ingaggiato a parametro zero dall’Udinese. E, viste le prestazioni, già mettono in conto una possibile plusvalenza.
Per quanto riguarda le statistiche di squadra, si può vedere che Attilio Tesser non ha di fatto mai rinunciato a Patrick Ciurria e Davide Diaw. I due sono rimasti in campo rispettivamente 1431’ e 1413’. Nella classifica dei calciatori più impiegati, se si escludono i portieri, si trovano al settimo e all’ottavo posto. Il “Fante” è stato l’unico della rosa ad aver giocato tutte e diciassette le sfide disputate sinora. Alle loro spalle, tra i ramarri, si trovano Perisan (1350’), Calò (1287’), Vogliacco (1256’), Camporese (1222’), Falasco (1080’), Magnino (1063’), Barison (912’), Berra (781’) e Musiolik (657’).
Tra i primi undici ci sono un portiere, cinque difensori, due centrocampisti e tre attaccanti: il numero (basso) dei mediani è la dimostrazione numerica del fatto che, tra un infortunio e un altro, Tesser non ha mai potuto disporre del reparto al completo. Il calciatore meno impiegato è stato Stefani (19’), quello entrato maggiormente dalla panchina Butic (8 ingressi) e quelli usciti più volte Ciurria e Musiolik (7). Non è un caso che il primo elemento a essere cambiato è la punta o il trequartista. Curioso notare, infine, che sinora il Pordenone non ha mai rimediato un’espulsione. —
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