Tarvisio ritrova la Coppa del mondo: spettacolo, pubblico e un futuro da scrivere
Aicher vince, Vonn battuta ancora e la pista friulana promossa a pieni voti

Ghiaccio e adrenalina. Nuvole basse e batticuore. Note di violino e musica da discoteca. La seconda e ultima giornata della Coppa del mondo di sci femminile in Friuli, tornata a Tarvisio dopo 15 anni di assenza, ha regalato al pubblico, oltre 3 mila presenti non solo italiani, ma anche gruppi di austriaci, sloveni, croati e tedeschi, una gara spettacolare e tirata. A mettere in fila tutte le altre, la tedesca Emma Aicher, 22 anni e un futuro da primadonna, che ha battuto (era accaduto anche a Sankt Moritz) sua maestà Lindsey Vonn, terza la ceca Ester Ledecka.
Così così le azzurre, con Sofia Goggia sesta e un po’ imbronciata, ma comunque prima delle italiane, Pirovano decima, Melesi undicesima e Curtoni sedicesima. Niente da fare per la trionfatrice della discesa di sabato, Nicol Delago, che partita con il pettorale numero 45, è uscita dopo poche curve, quando però stava dando filo da torcere al cronometro e alle avversarie. Ma tant’è: Delago, all’arrivo, è stata accolta dai tifosi friulani (bello il bandierone dispiegato prima del via) come se avesse vinto ancora e lei, nel parterre, ha ricambiato. Non si è risparmiata, concedendosi a selfie a biffezze con grandi e bambini, segno tangibile dell’improvvisa e meritata popolarità. Sorrisi a 32 denti, abbracci e corse su e giù per le interviste con le televisioni e i giornali, poi ancora a distribuire la sua foto autografata. L’Italia grazie alla ritrovata sciatrice gardenese ha un’altra freccia al suo arco, in vista delle competizioni più importanti della stagione, quelle delle Olimpiadi, tra venti giorni.
Tarvisio è stata all’altezza della situazione e delle aspettative. Un evento così importante e complesso non si improvvisa: un solo errore può costare caro. L’organizzazione, che ha potuto contare sul supporto di più di 400 persone, tra Comitato organizzatore, sci club, maestri di sci, contractor, soccorso piste, Forze dell’ordine, Esercito e sanitari, è stata apprezzata dai big della Federazione internazionale. E così la Regione Friuli Venezia Giulia, che ha fatto di tutto per riportare il circo bianco in regione dopo l’ultima volta nel 2011, gioca le sue carte per un bis nel 2028 o 2029. «Vorremmo che la Coppa del mondo trovasse nel Friuli Venezia Giulia un appuntamento ricorrente – ha detto il presidente Massimiliano Fedriga appena concluse le premiazioni – , nel rispetto delle turnazioni, senza dover attendere altri quindici anni».
Ritorno d’immagine amplificato dalla copertura mediatica internazionale: 150 media accreditati e trasmissioni in oltre 25 Paesi tra Europa, Asia e Americhe, con un pubblico globale di milioni di spettatori. Fedriga ha quindi sottolineato i riscontri positivi ricevuti dai vertici federali: «Tutti si sono detti estremamente soddisfatti della riuscita di queste due giornate». Insomma, le premesse per rivedere la Coppa del mondo femminile a Tarvisio ci sono tutte.
Sulle tribune a gioire tanti ragazzini in attesa delle loro beniamine per autografi e selfie. Unico brivido la caduta di Alice Robinson, finita contro una porta blu ad altissima velocità: tanto spavento, qualche lacrima, nessun graffio. Ed è ciò che conta.
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