Cimolai compie 30 anni: «Ora lasciatemi sognare Sanremo e Mondiale»

FONTANAFREDDA. Ormai l’abitudine è consolidata, da tre anni. Davide Cimolai, da buon ciclista professionista con ormai dieci stagioni in gruppo alle spalle, si fa il regalo di compleanno in bicicletta. Sceglie per la festa ospiti qualificati (i colleghi delle nazionali europee), un luogo alla moda (i Campionati europei di ciclismo) e di solito torna a casa dopo essersi divertito e facendo il pieno di complimenti.
Per i trent’anni che compie oggi, auguri, Cimolai domenica ha scelto il circuito di Alkmaar in Olanda dove è stato determinante in maglia azzurra per portare all’Italbici del ct Cassani, dopo l’oro di Matteo Trentin un anno fa, un’altra maglia prestigiosa, stavolta con Elia Viviani. «Sì - spiega - è stato un regalo di compleanno splendido, ancora una volta mi sono fatto valere per la causa della Nazionale, e poi aiutare Elia è stato speciale visto che all’inizio della carriera abbiamo corso insieme alla Liquigas».
Cimolai, però, a trent’anni si guarda allo specchio. Disavventure sentimentali a parte (com’è noto la moglie l’ha lasciato durante il Giro d’Italia), il suo mondo delle due ruote è pieno di soddisfazioni. Quattro corse vinte da inizio stagione alla settimana scorsa con la frazione del Giro di Vallonia, la sua Israel Cycling Academy che, soddisfattissima del suo rendimento, gli ha già rinnovato il contratto per due anni, una maglia azzurra che, a occhio vista la prova di domenica, rivestirà anche a fine settembre al Mondiale nello Yorkshire.
«Sì - spiega - mi guardo allo specchio e vedo un uomo maturato, che in gruppo ora può dire la sua anche perché non sono molti i corridori che possono contare dieci stagioni da pro alle spalle, e che è pronto a vivere ancora stagioni di grandi soddisfazioni».
Errori che non rifarebbe in passato? «Beh, firmare quel biennale con i francesi della Fdj per come mi hanno poi trattato, e non mi riferisco a corridori e staff, è stato un errore. Ma mi tengo strette le mie esperienze, e anche quelle negative aiutano a crescere». La vittoria più bella? «La tappa alla Parigi Nizza del 2015, con dietro di me Matthews». Futuro? L’immediato è una festa da fare stasera a Livigno, dove andrà ad allenarsi, cool ds-amico Pellizotti, Viviani e altri, poi preparare il Mondiale e magari provare un giorno a vincerlo. Sì, quella maglia iridata mi starebbe proprio bene». Perché a 30 anni si può anche sognare.
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