Burrai, un piede di velluto: merito suo la metà dei gol del Pordenone

Ha messo lo zampino in 8 delle 18 reti realizzate dai ramarri con lui in campo. Anche a Lumezzane il regista è stato determinante: non fa rimpiangere Pederzoli

PORDENONE. Non aveva iniziato benissimo il suo percorso in neroverde: espulso alla prima giornata col Gubbio, dopo una partita mediocre. Ha rimediato un altro “rosso” poche settimane fa, con l’Alto Adige. Eppure c’è il marchio indelebile di Salvatore Burrai in questo Pordenone.

Il regista sardo, infatti, oltre ad aver segnato una rete, è entrato in ben 7 degli altri 19 centri segnati dai neroverdi grazie alla sua pericolosità sulle palle inattive. Pederzoli è il suo predecessore, tanti temevano che non potesse essere alla sua altezza: l’allievo di Marco Giampaolo sta dimostrando di valere il suo alter ego del Venezia.

Burrai è arrivato tra i ramarri la scorsa estate, dopo una stagione a Siena in Lega Pro. È stato il primo acquisto della sessione di mercato: questo fa capire quanta fiducia avesse in lui Tedino. Il centrocampista sardo ci ha messo un attimo prima di prendere in mano la squadra.

E dalla terza giornata, dopo aver scontato il turno di squalifica per l’espulsione col Gubbio, ha iniziato a incedere. Col Teramo ha segnato il suo unico centro in neroverde (su punizione) e ha provocato l’autorete del momentaneo 2-0, col Mantova ha battuto la punizione da cui è originata la rete del definitivo 0-2 di Martignago, con la Maceratese ha smazzato due assist, entrambi su corner: destinatari, Arma prima e Cattaneo poi.

Quindi ha mandato in gol Misuraca con una punizione con il Santarcangelo, ha battuto il corner valso il momentaneo 0-1 con l’Alto Adige di Semenzato e, infine, ha calciato il piazzato da cui è arrivato il colpo di testa decisivo di De Agostini a Lumezzane. Totale, togliendo le reti segnate quando era assente (le due di Forlì, con l’Ancona, nessun centro), Burrai è entrato in otto gol su 18. Quasi il cinquanta per cento delle segnature.

Non avrà la personalità di Pederzoli e non segnerà quanto lui, ma Burrai ha il gran pregio di rendere più fluida la manovra rispetto ad Alex, evitando quel tocco in più in alcune circostanze e trovando subito la soluzione di prima. Sono registi diversi, ugualmente importanti per il gioco di Tedino: al tecnico, in virtù delle sue conoscenze enciclopediche del calcio in Italia, il merito di essere riuscito a trovare un giocatore del genere e renderlo protagonista.

A tanti, oltre che gli assist, rimane di Burrai il ricordo della sua strepitosa prestazione col Venezia, dove non ha sbagliato un pallone. Con un regista così, il Pordenone può rimanere in alto e sognare ancora.

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