Bortoletto si dimette, Sacilese a Parlato

SACILE. I tre ko di fila, l’ultimo posto in classifica, un rapporto ai ferri corti con i senatori Niccolini e Furlanetto. Evidentemente, troppe cose sul groppone. Così, Gianni Bortoletto ha rassegnato le dimissioni. Da ieri il trevigiano non è più l’allenatore della Sacilese. Una decisione presa a freddo, dopo averci pensato a lungo. Una decisione presa da persona vera qual è. Al suo posto arriverà Carmine Parlato. Proprio il tecnico “sponsorizzato” a più riprese da Niccolini e Furlanetto. Così va il calcio. Oggi, o al massimo domani, la società ufficializzerà la decisione e presenterà il nuovo condottiero. Intanto l’allenamento di ieri è stato diretto dal preparatore atletico Stefano Gallini.
La decisione. Gianni Bortoletto ci ha riflettuto una notte. Forse già covava questa scelta. Forse aveva visto che il club spalleggiava più i giocatori, che lui stesso. O forse si era reso conto che sarebbe stato difficile raddrizzare la situazione. Tutte supposizioni, sia chiaro. Fatto sta che ieri il trainer ha comunicato alla dirigenza la sua decisione e non ha voluto parlarne con la stampa. La dirigenza ne ha preso atto. D’altronde, nonostante l’avesse difeso pubblicamente 24 ore prima, di fronte a 3 ko di fila e a lotte intestine già avviate, ha accettato e subito guardato avanti. Ha scelto Parlato e oggi (al massimo domani) lo dichiarerà ufficialmente. Si è chiusa così, dopo 5 partite ufficiali, e la scintillante vittoria sul Pordenone in coppa Italia, la parentesi di Gianni Bortoletto sulla panchina sacilese. Era stata una scelta del nuovo ds, Denis Fiorin.
Nuova era. Insomma, nuova era a Sacile. Un nuova parentesi bis, perché la prima era già stata dichiarata in estate. Sarà il napoletano Carmine Parlato a provare a raddrizzare la barca biancorossa. Il trainer è stato in ballottaggio con Francesco Feltrin, ex Concordia. Ma, se così si può definire, è stato un ballottaggio figurativo: il prescelto, in caso di cambio, sarebbe stato lui. Un trainer preparato, dall’ottimo curriculum, autore delle più belle stagioni del Rovigo, in cui è stato una vera e propria istituzione. L’anno scorso, per intendersi, l’aveva portato in cima alla classifica, davanti a Treviso e Venezia, prima del crack societario. Ma Parlato non è solo un grande lavoratore. E’ anche bravissimo a gestire i rapporti con i “vecchi”. Con due, in particolare, si è sempre trovato bene: Daniel Niccolini e Giovanni Furlanetto, suoi ex “discepoli” nel Polesine. E che ora ritrova nella nuova avventura biancorossa. Già oggi l’allenatore partenopeo dirigerà il suo primo allenamento. Avrà di fronte a sé quattro giorni per preparare il derby di Tamai. Una sfida delicatissima, contro la capolista, contro una squadra in palla, che potrebbe anche decretare la fine di ogni tipo di velleità. Avrà tante cose da aggiustare, soprattutto la fase difensiva. Ma dalla sua, se non altro, avrà la parte “influente” della squadra. E non è poco.
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