Battiston a un passo da Tokyo: «Ma prima ci sono gli Europei»

L’intervista
Un podio con vista su Tokyo. Con l’argento a squadre conquistato a Budapest la friulana Michela Battiston ha ipotecato la sua convocazione per le Olimpiadi in terra nipponica.
La 23enne sciabolatrice di Malisana (Torviscosa), tesserata per l’Aeronautica, aveva bisogno di conferme interazionali, puntualmente arrivate sulle pedane ungheresi. Ma lei preferisce restare con i piedi per terra. «Finché non saranno diramate le convocazioni – esordisce – non do nulla per scontato. Dopo la buona prova di Budapest mi sento certamente più tranquilla, perché ho fatto vedere che, quando serve il mio aiuto, io ci sono. A inizio giugno ci sono gli Europei e dovrò dimostrare di cosa sono capace».
L’Italsciabola femminile aveva ottenuto la qualificazione per Tokyo un anno fa, in Coppa del Mondo ad Atene. Michela Battiston si era conquistata da poco, faticosamente, un posto in squadra. Poi la pandemia ha interrotto il suo meraviglioso percorso, salvo poi ritrovarla pronta un anno dopo. «Nella prova individuale ho sentito troppo la pressione – continua -. Un anno lontana dalle competizioni si è fatto sentire. Ho fatto fatica a percepire la gara, ma mi sono ripresa subito. Nella competizione a squadre avevo tanta voglia di riscatto e mi sentivo decisamente più tranquilla. In effetti ne è uscita una prestazione di tutt’altro tipo. Nel primo assalto, negli 8, non sono stata schierata. Poi, contro l’Ungheria, il ct Sirovich mi ha inserito al posto di Criscio: ho recuperato lo svantaggio e ho chiuso la mia frazione con un parziale di 7-3. Da lì in poi sono sempre stata titolare. In finale ho avuto un calo fisico consistente e mi è dispiaciuto non aver dato il cento per cento».
Lo scorso settembre Michela si è trasferita da San Giorgio di Nogaro a Foggia, scelta di cui resta convintissima. «Sono sempre più sicura che sia stata la scelta migliore – conclude -. Sono stata accolta benissimo e ho legato tanto con tutti gli atleti. C’è un ottimo clima, oltre a un ambiente che, professionalmente, è veramente il top». —
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