Basket, troppi black out per l’Apu

L’Old Wild West riflette dopo il ko con la Reyer, terzo di fila. Difesa non più ermetica e rotazioni ridotte, ma Dawkins c’è

 

Giuseppe Pisano

Quella del Taliercio è la terza sconfitta consecutiva per l’Apu, quarta contando anche quella incassata in Coppa Italia contro Brescia. Non è il caso di far scattare gli allarmi, ma è evidente che qualcosa non sta funzionando per il verso giusto.

In difesa

Fino allo scorso 8 febbraio, quando la Dinamo Sassari venne sconfitta al Carnera, l’Apu aveva la terza miglior difesa del campionato, con poco più di 80 punti subiti di media. Nelle ultime tre gare di campionato la media è schizzata a quota 90, e non basta lo spessore delle avversarie a spiegare questo dato. Contro Varese la squadra è stata dominata sul piano atletico per quasi tutto il match, mentre nelle già difficili trasferte di Bologna e Venezia è stato regalato un intero quarto e contro compagini di quel livello difficilmente riesci a farla franca. Al cospetto della Reyer l’Apu è stata perfetta per 18’ e il +20 è stata la logica conseguenza di un dominio totale. Da lì in poi, però, l’attacco orogranata (con cinque tiratori scelti e senza centri di ruolo) ha travolto i bianconeri, che hanno incassato 69 punti in 22’, decisamente troppi.

Rotazioni

Tutte le squadre, nell’arco di una stagione, prima o poi devono fare i conti con le assenze. È altresì vero che un paio di assenze vengono assorbite meglio da chi ha un roster profondo rispetto a chi ha meno frecce al proprio arco. Nelle ultime due gare Udine ha potuto ruotare soltanto otto uomini e ha dovuto spremere più del dovuto gente come Christon, Alibegovic e Da Ros, tutti ultratrentenni. Con Varese mancavano Calzavara e Bendzius, a Venezia oltre al lituano è mancata una rotazione per l’addio di Zoriks. Non che il lettone fosse una pedina chiave, ma numericamente non è ancora stato sostituito da Hickey. Su questo particolare va fatta chiarezza: non è la società ad aver tagliato frettolosamente Zoriks, è lui che ha chiesto di andare a giocare altrove. Gli imprevisti delle ultime settimane hanno accorciato troppo la coperta di Udine, che deve recuperare Bendzius e riaccogliere Hickey dal derby del 12 aprile per tornare ad essere profonda. Nel frattempo si può insistere su Dawkins, rivitalizzato a Venezia. A volte quel maglione accantonato nell’armadio non è male come hai sempre pensato. —

 

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