Bruttini sfida il pronostico: «L’Apu può fare il colpo in casa Virtus»

L'ex pivot di entrambe le piazze analizza il big match di domenica: «Udine è solida e gioca bene, Bologna con Ivanovic ha identità ma ritmi serrati»

Giuseppe Pisano

La Virtus è forte, ma l’Apu può fare il colpo a Bologna. Parola dell’uomo delle promozioni, al secolo Davide Bruttini: il pivot toscano, classe 1987 attualmente in forza a Torino, ha vestito la divisa di entrambe le società nell’annata delle rispettive promozioni in serie A. Era la stagione 2016/2017 quando le “V nere” guidate da Alessandro Ramagli tornò nella massima categoria dopo il purgatorio della A2, è storia recente il balzo in Lba dell’Apu targata Vertemati. E in entrambi i casi l’esperienza e la solidità di Bruttini, quattro promozioni in carriera, è risultata preziosa.

Bruttini, nella sfida di domenica fra Virtus e Apu c’è il suo zampino.

«Devo ammettere che sotto sotto provo un po’ di felicità nel vedere queste due squadre, a cui sono legato, andare alla grande in serie A. Sarà una bella partita e spero proprio di riuscire a vederla».

Si aspettava a inizio stagione di vedere l’Apu nei panni della squadra rivelazione?

«Così bene sinceramente no, ma ero certo che avrebbe fatto un buon campionato. La società è solida, c’è continuità tecnica e passione nell’ambiente, un mix perfetto. All’inizio i risultati non arrivavano, ma Udine giocava bene e si capiva che sarebbe emersa. Proprio la struttura solida ha permesso di assorbire batoste, inclusa la squalifica di Hickey, che potevano minare la serenità del gruppo».

La prossima settimana l’Old Wild West giocherà le Final Eight di Coppa Italia proprio a Torino. Sarà presente?

«È un bel traguardo per l’Apu, andrò sicuramente a vedere la partita con Brescia e saluterò di persona i miei ex compagni».

Sorpreso di vedere un Alibegovic così in A?

«Non me lo aspettavo a questo livello, ma Mirza è un ottimo giocatore, con doti tecniche importanti e la fiducia di tutto l’ambiente, quindi sapevo che avrebbe disputato un bel campionato. Sono davvero felice per lui».

Da pivot navigato, come giudica la coppia Spencer-Mekowulu?

«All’inizio sono stati criticati, complici i risultati che non arrivavano, ma a mio avviso sono perfetti per il gioco di Vertemati. Non è un caso se ora si sta vedendo un lavoro molto positivo dei due centri».

Parliamo della Virtus, un po’ incerottata ma scudettata e capolista.

«Sta facendo bene, in campionato ha qualche passaggio a vuoto dovendo giocare spesso. Gran merito va a Ivanovic, ha dato alla squadra identità e mentalità molto chiare».

Lei ha giocato con Pajola quando era giovanissimo, ora è un punto fermo dalla Nazionale.

«Aveva 17 anni quando eravamo insieme alla Virtus, davanti aveva Spissu, Stefano Gentile e Penna, ma si vedevano nitidamente le sue qualità. È stato bravissimo e sono contento di vedere dov’è arrivato».

Domenica l’Apu se la può giocare alla Virtus Arena?

«Sicuramente, lo ha fatto con tutti. Deve portare il suo stile di gioco e grande fiducia. In fin dei conti non ha nulla da perdere».

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