Barak, il peggio è alle spalle: in ritiro sarà pronto a ripartire

UDINE. «Barak è guarito, sta bene e tornerà forte per l’Udinese». Ci aveva lasciato così Daniele Pradè, dispensando questa certezza riguardo a uno dei nomi presi in esame per il futuro dell’Udinese, poco prima della sua partenza da Udine, quando lavorava ancora per i Pozzo e quando l’aggiornamento sul centrocampista ceco voleva più che altro essere un sondaggio sulle effettive intenzioni del club.
Già, perché il solo pensiero di avere recuperato sul piano fisico il mancino classe ’94, e di non vederlo rifiorire con la maglia bianconera addosso la prossima stagione, farebbe venire l’orticaria non solo ai tifosi ma anche a chi si aspetta che la rinascita dell’Udinese debba passare anche attraverso i piedi e la testa di questo centrocampista che nella sua prima annata in Friuli fece vedere qualità importanti, specie con Oddo al timone.
Il rischio, ed è bene dirlo subito, non sarà corso dal club, perché con ancora due anni di contratto da onorare l’Udinese si aspetta moltissimo da Antonin Barak, tassello fondamentale a cui ha fatto riferimento anche il neo dt Pierpaolo Marino nella sua conferenza di presentazione.
La certezza, quindi, è che Barak si presenterà il 7 luglio in piena efficienza fisica al primo giorno di lavoro, e da lì potrà tirare una bella linea col passato mettendosi alle spalle l’annata a dir poco travagliata.
Tutta colpa di quella protusione discale rimediata il 4 novembre, nelle fasi di riscaldamento a pochi minuti dall’inizio della sfida al Milan, con quella fitta, il dolore avvertito e l’inizio di una lunga assenza caratterizzata da esami e accertamenti approfonditi, a escludere ernie e altri tipi di conseguenze incluso l’intervento chirurgico che, per un caso analogo, fu invece affrontato da Buffon.
Il conto di tutto questo è stato davvero salato per il giocatore e per la squadra, che ha potuto disporre di Barak solo 329 minuti, con Velazquez che all’inizio non sapeva dove farlo giocare (si è visto pure trequartista) e con Nicola che lo ha potuto schierare solo gli 11 minuti finali a Ferrara con la Spal, mentre Tudor non lo ha mai avuto e ha dovuto vivere di ricordi, ripensando al gol segnato a Verona con l’Hellas e all’assist per il gol di Fofana col Bologna, nella sua prima salvezza.
Due flash, tra i ricordi, che sono alquanti indicativi sui compiti che Barak avrà con Tudor, intenzionato a catapultarlo come mezz’ala a produzione offensiva, come rifinitore o stoccatore, ma sicuramente con la libertà di offendere.
Intanto, “il nostro” si fa riprendere alla guida di un motorino a Mikonos, nel video postato su Instagram. La speranza dei tifosi è che tra un mese possa rimettersi in sella anche dell’Udinese.
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