Ballarini, un nuovo friulano in A scoperto sulla spiaggia di Grado

il personaggio
Andare in vacanza a Grado è sempre stato un piacere per la famiglia Ballarini, con papà Bruno e mamma Francesca affezionati all’Isola d’oro, il mare ideale per il piccolo Marco e la piccola Giulia. Anno dopo anno sempre lo stesso posto in spiaggia, sempre lo stesso ombrellone e sempre gli stessi vicini, sempre più buoni amici e sempre tutti lì a parlare anche di calcio mentre il piccolo Marco non sta fermo un attimo con quel pallone, lì davanti sull’arenile. Nasce così la bella storia calcistica di Marco Ballarini, il diciannovenne goriziano lanciato in serie A giovedì a Ferrara da Luca Gotti, uno che i giovani li sa riconoscere bene, vista la passione dichiarata al settore giovanile. Il bello di questa storia è che la fortuna ci ha messo del suo proprio là, su quella spiaggia di Grado dove il caso ha voluto che il vicino di ombrellone dei Ballarini fosse un altro esperto di calcio giovanile, il nostrano Claudio Bazeu, già allenatore dell’Udinese nella filiera delle giovanili, con un’esperienza anche alla guida della Primavera, e anche lui di casa sul litorale graesano. «L’ho notato da piccolo, così tenace. Non mollava niente neanche in spiaggia e i genitori mi continuavano a dire che Marco aveva questa passione incredibile per il calcio, così lo segnalai ad Angelo Trevisan (l’attuale responsabile del settore giovanile ndr) che lo prese all’Udinese».
Ecco svelato il retroscena decisivo, perché da lì in poi tutto il merito è stato solo di questo ragazzo nato a Gorizia il 28 marzo 2001, educato, riservato, poco social e soprattutto con un’immensa passione e dedizione per la sua passione vitale, manifestata anno dopo anno nelle giovanili dell’Udinese, dove a un certo punto se lo stavano perdendo (passaggio alla Triestina Juniores) a causa di una visione errata delle prospettive. Capita. Poi è tornato, anche grazie al procuratore Andrea Pastorello, e giovedì ha provato l’emozione di tre minuti affatto banali al Mazza, giocati con la semplicità richiesta; buona corsa, sempre a supporto del compagno, un pallone smistato con dolcezza e un inserimento fin quasi al limite dell’area.
Ancor prima Gotti lo aveva impiegato nell’amichevole pre-ripresa campionato col Brescia, e anche lì ecco la propensione alla semplificazione, con giocate efficaci, inserimenti con e senza palla. Nella squadra Primavera è stato la rivelazione stagionale. Da giovedì è lui l’ultimo friulano che ha esordito in A. L’ultimo era stato Simone Pontisso a Cagliari con Stramaccioni nel maggio 2015. —
S.M.
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