Il doppio ex Fabio Mian: «L’Apu parte favorita contro Varese»

Parla il morarese con trascorsi in entrambe le piazze: «Udine si meriterebbe eccome i play-off»

Giuseppe Pisano
Fabio Mian, 34 anni, gioca nella Sebastiano Rieti
Fabio Mian, 34 anni, gioca nella Sebastiano Rieti

Il pacchetto italiani di Udine contro il blocco americano di Varese. È questo uno dei temi principali della sfida di domenica secondo Fabio Mian, morarese con trascorsi in entrambe le piazze. L’ala della Real Sebastiani Rieti ha accettato il nostro invito a parlare delle due realtà e del match in programma al Carnera per la 21ª giornata di serie A.

Mian, lei ha spiccato il salto verso la serie A passando da Udine a Varese nel 2009.

«Sì, ho giocato per quattro anni con Gigi Colosetti nella Cbu. Mi ha aiutato ad affacciarmi al grande basket. Ricordo che ci allenavamo nella palestra Bertoni e giocavamo le partite al Benedetti. Nell’ultimo anno giocavo con under 17, under 19 e prima squadra in C2: quest’ultima era allenata da Davide Micalich».

Cos’ha rappresentato per lei la Pallacanestro Varese?

«Ci sono arrivato a 17 anni, per me era un punto dove volevo arrivare. Il primo anno mi allenò Pillastrini, il secondo Recalcati: molto stimolante. Ho avuto modo di esordire in serie A e allenarmi con giocatori del calibro di Galanda, Righetti, Childress, Jobey Thomas. Per me era come essere un ragazzino a scuola. Poi sono sceso di categoria, ho fatto un giro largo, ma la massima serie me la sono ripresa sul campo».

A proposito di giro largo, lei poi è tornato a Udine in due occasioni con l’Apu. Che ricordi ha?

«In entrambe le occasioni sono rimasto all’Apu pochi mesi. Posso dire che è una società che lavora bene e investe molto: non riuscimmo a salire in A, ma essendo organizzata e lungimirante ha sistemato le cose e conquistato meritatamente la promozione».

Cosa le sembra dell’Apu di quest’anno?

«Ho visto diverse partite, seguo sia Udine che Trieste e mi fa piacere ci siano due team regionali in A. L’Apu ha avuto sfortuna col calendario all’inizio, ma è stata brava a non farsi prendere dall’ansia da risultato e si è ripresa. Secondo me battendo la Virtus alla seconda giornata avrebbe dato una svolta immediata. Il progetto tecnico è buono, quando si fanno le cose con la testa e con serietà i risultati arrivano. I play-off sarebbero strameritati».

Varese come la vede?

«Si sta riprendendo dopo una brutta partenza. Da qualche anno gioca per la salvezza, stavolta è tutto meno complicato perché dopo l’esclusione di Trapani basta arrivare penultimi. Ci sono italiani di talento come Alviti e Librizzi, ma si basa sugli americani. In questo è molto diversa da Udine, che invece ha un nucleo forte di italiani».

Lo scontro diretto chi lo vince?

«L’Apu è favorita. Con Christon e Zoriks ha allungato le rotazioni e in casa può contare su un bel fortino. Per la classifica sarebbe un altro bel passo avanti».

Come va a Rieti col suo mentore Ciani e “Dada” Pascolo?

«Stiamo bene, è una città che vive di basket e ha una storia importante. Il campionato è in linea con le aspettative, siamo a -2 dal terzo posto. Vogliamo restare in scia alle prime, poi vediamo».

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