L’Apu lotta fino all’ultimo ma al Carnera passa Reggio Emilia

Rimonta, sorpasso e beffa finale: Udine non molla mai, ma l’ex Caupain decide il match

Antonio Simeoli

Dettagli, una linea calpestata, un tiro uscito di niente, un paio di difese rivedibili, un ex, Troy Caupain, che ti fa a fette. Un attacco che nelle ultime 4 azioni senza Christon fuori per falli fa fatica. L’Old Wild West non molla mai, anche quando sembra sotto un treno, ad un certo punto a 3’ dalla fine sembra anche ri-vincerla con 11 punti in tre azioni, ma perde al Carnera con Reggio Emilia.

Salto salvezza da rinviare, la squadra c’è. Resta l’equivoco dell’ americano Dawkins usato come ultimo dei cambi (7 minuti e 6 punti). Non è meglio allora cercare altro? Perché alla fine un altro sarebbe servito, vedasi Reggio.

Squadra di stazza, Brown, nuovo arrivo, si mette subito sulle trappe di Christon. Si sa, il timone dell’Apu è lui. Cheatham manca, ma ha giocatori di stazza ed esperienza. Severini è nel giro azzurro, ha giocato Europei e Mondiali, c’è l’ex Caupain, che segna una tripla con fallo fotonica. Iniziano forte gli ospiti. Dopo 5’ è 13-13, perché dieci punti, sì dieci punti, li ha fatti uno scatenato Mekowulu, che segna anche da tre. Poi le “solite” due triple di Alibegovic, due “timidi” tiri sbagliati dall’esordiente Zoriks, che poi mette due liberi e si sblocca. Fine primo quarto.

La gente batte le manine di plastica offerte dallo sponsor del match (bella trovata), ma ha presto capito che servirà altro a Udine per mettere a segno un altro colpo salvezza. Reggio è squadra europea, si è assestata, che fosse buono Caupain lo si era già visto nel cameo friulano nel 2018. Udine, sotto 25-22 a fine primo quarto deve alzare il livello della difesa. Gira e rigira è sempre così: è più probabile vincere se i rivali restano sotto gli 80 punti. Dawkins? Dopo il taglio di Brewton (a tifare accanto alla panchina) prova a cambiare il corso del suo campionato. Due triple su 5, sempre in ritmo e sempre imbeccato da Calzavara, il fattore, ma poi misteriosamente non vedrà più campo.

Il varesino attacca l’uomo, prende falli, difende, affiancato dal soldatino Zoriks, che gioca subito tanto, difende ma non ha punti nelle mani, quel che serviva invece a Udine come dimostra il finale.

Risultato: dopo 4’ è 36-27 con Spencer che presidia i tabelloni e Da Ros che gioca un quarto di qualità con anche due siluri.

Abracadabra: solo 13 punti per Reggio nel terzo quarto, che Udine conduce 46-38 perché Alibegovic, col tempismo del capitano, mette la terza tripla del match proprio quando gli ospiti si stavano rifacendo sotto. A proposito di gruppo.

Quella che rientra in campo, però, è un’altra Reggio, o c’è un’altra Apu, fate voi. Gli ospiti provano a mettere le mani sulla partita con un terrificante parziale di 23-7 fatto di difesa, triple a raffica (due di Woldetensae che era nel giro azzurro), un Caupain che fa a fette la difesa di Vertemati, d’un tratto pessima dopo aver inciso eccome nel quarto precedente. C’è anche la grana del terzo fallo a Christon e Calzavara (dubbissimo per non dire altro). Con Bendzius fuori fase e Alibegovic che non può segnare tutto quel che tira torna d’attualità la questione Dawkins. Se lo lasci in panchina allora tanto vale tagliarlo no?

Christon, Ikangi e una ritrovata difesa, tuttavia, riaprono tutto in un baleno. All’ultimo mini-intervallo Udine va sotto 64-66. Non c’è niente da fare: è il Dna di questa squadra quello di non mollare mai. Sorpasso con una tripla di Calzavara 67-66, ma Christon fa il quarto fallo. La partita è bellissima, durissima ancor di più ora per i padroni di casa quando Thor fa una schiacciata da cineteca. Senza il numero 0 però l’Apu fa fatica, una tripla del mago Da Ros a dare ossigeno. Bendzius (0 punti in 15’), Christon, Dawkins sono in panchina, dall’altra parte tutti, nonostante la difesa di livello, possono segnare. Brown a 4’ dalla fine regala il 75-71 ai suoi. Poi: tripla di un sempre più autoritario Calzavara, tecnico a Thor: pari 75-75. Canestro irreale di Brown, 4 punti in un’azione di Alibegovic. Otto punti in due azioni. Mekowulu recupera palla. Segna e subisce fallo: tutto ciò è quasi irreale. Apu 82-77 a 2’30” in tre azioni ha messo 11 punti. Il palazzo incita. Brown replica da fenomeno, Caupain sorpassa (50 punti in due, prendete nota). Christon anche.

Un minuto alla fine: Caupain, canestro e fallo di Christon che esce. Game over. La classica partita dell’ex. Più due Reggio. Ikangi (insistiamo dov’era l’ala americana?) calpesta la linea. È la fine, la chiude Barford da tre punti. Finisce 85-90. Peccato.

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