Apu, è una crescita continua: salvezza in tasca e i play-off nel mirino
Udine non è solo difesa, con Sassari ha dimostrato di avere anche un attacco oliato: Mekovulu ormai è un punto fermo e Zorkis ha preso fiducia

Sette vittorie nelle ultime dieci partite, la salvezza ipotecata e il sogno play-off all’orizzonte. L’Apu Old Wild West ha di che sorridere dopo la vittoria casalinga contro Sassari: i giorni del difficile adattamento alla nuova categoria sembrano lontanissimi, la squadra ora gira che è una meraviglia e sembra avere ulteriori margini di crescita.
I 92 punti messi a segno domenica sono l’high stagionale di squadra: finora i bianconeri non avevano mai superato quota 90. È il frutto di un gioco fluido e a tratti spettacolare, con 20 assist e ottime percentuali: 55% da due, 40% da tre e 82% ai liberi.
Da quando è arrivato Christon la palla gira molto meglio, e ne stanno beneficiando anche i due centri. Anche la valutazione ha fatto segnare un record stagionale, con un bel 111 complessivo. L’Apu ha ottime cifre anche alla voce “rimbalzi”: prima in serie A sia nel totale che per rimbalzi difensivi, seconda dietro la Reyer per rimbalzi offensivi. Il tutto mentre la difesa continua a essere solida, con meno di 80 punti concessi anche alla Dinamo.

Arrivato ad agosto come rimpiazzo dell’infortunato Juiston, il centro nigeriano è ormai una certezza. In cinque delle ultime sette partite è stato proposto nel quintetto di partenza da Vertemati, ripagando la fiducia con prestazioni solide, da 20 di valutazione media. Non solo rimbalzi e presidio del pitturato, ma anche un buon impatto offensivo: da due mesi a questa parte Mekowulu non è mai sceso sotto il 50% al tiro e viaggia a 12 punti di media. Zittiti gli scettici, che non lo ritenevano all’altezza della massima categoria.
L’esterno lettone è un altro giocatore che è stato definito frettolosamente “da serie A2” da parte della tifoseria. Eppure dovrebbe essere chiaro che ci vuole un po’ di tempo per ambientarsi in una nuova realtà, e come ha sottolineato coach Vertemati in sala stampa, non è semplice inserirsi in un gruppo rodato e con gerarchie ormai consolidate come quello bianconero. Contro Sassari Zoriks ha fatto esattamente ciò che ci si aspetta da lui: buona difesa, assist, qualche canestro prezioso e una fiducia crescente. Tradotto: ora l’allenatore ha una rotazione in più e può contare su nove uomini dopo aver giocato un’infinità di gare ruotandone otto, con briciole per i “fantasmi” Dawkins e Brewton. Attorno al leader indiscusso Alibegovic c'è un gruppo sempre più coeso.
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