Apu promossa: al giro di boa della regular season merita un 8 in pagella
Girone d’andata da incorniciare per Udine: vince gli scontri salvezza ed è alle Final Eight. Bene gli italiani, su tutti Calzavara. Difesa super, da migliorare la fase offensiva

Apu, al giro di boa ti meriti un 8 pieno. Metà regular season è ormai alle spalle, e classifica alla mano si può ben dire che la squadra bianconera si è guadagnata l’etichetta di mina vagante: ha vinto quasi tutti gli scontri diretti in ottica salvezza e Final Eight di Coppa Italia ed ha fatto soffrire le big. In attesa di scoprire cosa ci riserverà il lato B del campionato, facciamo uno zoom su pregi e difetti del girone d’andata di Udine.
I pregi
Le vittorie ottenute dalla compagine allenata da Adriano Vertemati sono accomunate da un dato: in tutte e sei le occasioni gli avversari dei bianconeri sono rimasti sotto gli 80 punti. La difesa dell’Apu è una delle meno perforate di tutto il torneo: 78,8 i punti subiti nei 40’ regolamentari, meglio hanno fatto sinora soltanto la Virtus Bologna (76,7) e l’Olimpia Milano (77), ovvero le due regine della nostra serie A.
Pollice in alto anche per il nucleo dei giocatori italiani, su cui in molti nutrivano dei dubbi. Capitan Alibegovic è il trascinatore della squadra, Ikangi un mastino difensivo capace di piazzare triple nei momenti chiave, Da Ros dà il suo contributo di esperienza e tecnica, Calzavara è un’autentica rivelazione.
L’esterno di scuola varesina ha bruciato le tappe e si sta rivelando affidabilissimo nei finali punto a punto. Segno più anche per l’innesto in corsa Christon, capace di aggiungere quel quid che mancava nella fase iniziale, specie nei finali in volata. Bene i due centri, solidissimi a rimbalzo (l’Apu è prima nella graduatoria) ma a volta anche autori di canestri decisivi. Udine merita un plauso anche per la continuità di rendimento. Solo a Trapani, in un match molto particolare che ora non fa più statistica, ha perso male cedendo nel finale.
L’Old Wild West ha fatto bene in casa come in trasferta, tanto da aver ottenuto metà del suo bottino in classifica on the road. Questo dettaglio, nella lotta per la salvezza, fa la differenza: il +6 sulla zona rossa lo dimostra ampiamente. Un segnale di maturità da parte di un gruppo che, col sostegno di un pubblico che nemmeno nei giorni più difficili ha accennato a una contestazione, è rimasto sempre compatto, anche quando le vittorie scivolavano di mano negli ultimi minuti.
I difetti
Ogni medaglia ha un rovescio meno brillante, nel caso dell’Apu è palese che nel girone d’andata la nota stonata è stato il rendimento di Brewton e Dawkins, che a parte rari lampi hanno costretto Vertemati a lasciarli ai margini delle rotazioni per puntare sugli altri otto senior a disposizione. Il primo ha praticamente concluso la corsa in bianconero ed è sul mercato, il secondo avrà altre chance ma dovrà sfruttarle meglio: in difesa lascia ampiamente a desiderare.
C’è da migliorare in fase offensiva, visto che Udine è al penultimo posto per punti realizzati (79,7 di media nei 40’) ed è ultima al tiro da due (48,2%). Nelle ultime settimane sta crescendo la percentuale al tiro dall’arco (33,9%), ora vediamo che impatto avrà Zoriks sull’attacco bianconero.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








