La beffa di Milano non fa troppo male all’Apu: la strada è quella giusta

Tante certezze e qualche dubbio dopo il ko in casa dell’Olimpia, che vanta un budget di circa 40 milioni di euro contro i 5 a disposizione dei friulani. Per cambiare gli americani si attende il verdetto sul caso Hichey

Giuseppe Pisano
Mekowulu in azione contro l’Olimpia Milano ©Foto Petrussi
Mekowulu in azione contro l’Olimpia Milano ©Foto Petrussi

Non sempre le favole hanno un lieto fine. La neopromossa Apu, budget di circa cinque milioni di euro, è andata a un soffio dall’impresa sul campo dell’Olimpia Milano, costruita con un budget vicino ai 40 milioni di euro. Quella dell’Allianz Cloud è una sconfitta che brucia come e forse più di quella della seconda giornata di campionato contro la Virtus, ma stavolta Udine può archiviare la beffa con un altro spirito.

Esame superato

Alla vigilia del match di Milano avevamo parlato di esame di laurea per l’Apu: a prescindere dal risultato, si può dire che l’abbia superato a pieni voti. Non sono poche le certezze che si è portato a casa coach Vertemati. In primis la conferma che questa squadra ha una delle migliori difese del torneo: ha tenuto l’Olimpia sotto quota 80 punti fino a 10” dalla fine, poi autentici campioni come Leday e Brooks hanno estratto conigli dal cilindro e riscritto il finale. Ha la certezza di avere un capitano come Alibegovic, che sta disputando una stagione da vero leader, smentendo chi non lo riteneva all’altezza della massima serie. È una certezza anche Calzavara, uno con personalità da vendere nonostante sia alla stagione del debutto in A: e pensare che all’inizio la sua missione doveva essere dare minuti di riposo a Hickey e crescere gradualmente.

Rovescio della medaglia

È altresì evidente che l’Old Wild West sta facendo miracoli, visto che dai sei stranieri continua a spremere troppo poco. Anche stavolta Brewton e Dawkins sono stati protagonisti di una fiammata nel primo quarto, ma nel momento chiave Vertemati non li ha utilizzati. Ed è mancato totalmente Bendzius. Ormai è inutile recriminare i punti persi, ma c’è tutta la seconda metà di stagione da giocare: con un altro innesto azzeccato come quello di Christon crediamo che l’Apu possa ambire a qualcosa in più che a una comoda salvezza.

La zona play-off dista solo due punti. Sono in molti a chiedersi cosa stia aspettando la società per intervenire e puntellare il roster, noi ipotizziamo che questa fase di stanby sia dovuta al caso Hickey.

Tagliare uno degli stranieri in bilico, Brewton o Dawkins non fa differenza, avendone uno in sospeso che attende di conoscere la sua sorte, sarebbe un rischio. La sentenza del Tribunale Nazionale Antidoping dovrebbe arrivare entro la fine del mese. E la vicenda Trapani porterà quasi certamente a una riscrittura della classifica e dimezzerà le retrocessioni. Tutti motivi che ci fanno pensare che la dirigenza stia ponderando con attenzione la prossima mossa.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto