L’Apu pronta a sfidare un’“altra” Sassari

Apu, Gerosa e i cambiamenti della squadra sarda rispetto all’andata: «Adesso è più ordinata in difesa ed equilibrata in attacco»

Giuseppe Pisano

 

È passata molta acqua sotto i ponti da quel 1º novembre 2025, giorno in cui l’Apu Old Wild West ottenne la sua prima storica vittoria in serie A espugnando il parquet della Dinamo Sassari. Domenica le due squadre si affrontano al Carnera e ci sono diverse novità su ambo i fronti fra campo e panchina.

A illustrarle è Giorgio Gerosa, vice di coach Vertemati a Udine con alle spalle sette stagioni a Sassari: con i sardi ha vinto una Fiba Europe Cup e una Supercoppa.

Gerosa, com’è cambiata la Dinamo con Mrsic al posto di Bulleri in panchina?

«Mi sembra che abbia maggior ordine difensivo, con gerarchie chiare. Sassari, inoltre, è una squadra con un elevato potenziale offensivo, sia nel gioco interno che in quello perimetrale: in questi casi ci vogliono tempo e unità d’intenti per trovare il giusto equilibrio fra gioco interno e tiro da fuori e credo che Mrsic, oltre a trovare la quadra, li abbia aiutati a essere equilibrati. Fra le loro peculiarità sottolineo anche energia e capacità di tenere il ritmo particolarmente alto».

All’andata non c’era Pullen: cos’ha aggiunto ai sardi col suo arrivo in corsa?

«Leadership, esperienza e gestione della palla nei momenti difficili. Tutti sanno che nel basket ci sono all’interno di una partita, bisogna essere bravi a interromperli prima possibile».

Visconti, invece?

«Ha portato alla Dinamo grande energia difensiva, entusiasmo e grande pericolosità dall’arco, in situazioni d’uscita e penetra e scarica. Stiamo parlando di un giocatore di striscia, se segna una tripla poi può ripetersi facilmente, come nel turno precedente contro Cremona. In più sa aprire il campo e attaccare la profondità in transizione».

L’Apu quanto è cresciuta rispetto alla partita dell’andata?

«Tanto. Un po’ per aver inserito Christon, che come Pullen ha portato leadership e abilità nella gestione della palla, un po’ perché siamo cresciuti come gerarchie all’interno della squadra. Siamo più solidi e concreti».

L’ultimo arrivato Zoriks sta faticando a inserirsi. È soltanto una questione di tempo?

«Sì, perché deve capire i ritmi del campionato italiano. Non è facile entrare in un gruppo già rodato. Noi sappiamo qual è il suo vero valore, per ora sta facendo bene piccole cose, come alcuni assist e la difesa sull’ultimo tiro di Vital una settimana fa a Tortona. Ci darà di più anche come punti perché ha un tiro affidabile. Kris c’è, non preoccupatevi che arriva».

In chiusura, quali sono a suo avviso le chiavi per battere Sassari?

«Gestire il ritmo partita e cercare di togliergli il vantaggio nei movimenti senza palla quando il gioco è in post basso. Dulcis in fundo, togliere il ritmo ai loro tiratori». —

 

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