Apu, l'ora di Hickey: «Contro la mia ex Cantù per ripartire insieme»
Il numero 8 bianconero sfida il suo passato dopo la lunga squalifica e le recenti sconfitte con Trieste e Treviso. Il playmaker punta sul fattore campo e sull'intesa con Christon per l'assalto ai play-off: «Dobbiamo ritrovare compattezza, i tifosi sono la nostra marcia in più»

Attenti alla legge dell’ex. Domani l’Apu affronta Cantù e uno degli uomini più attesi è Anthony Hickey, che prima di arrivare a Udine indossò la divisa dei brianzoli. Nei due confronti della scorsa stagione il numero 8 bianconero ha siglato 23 e 25 punti contro i suoi ex compagni. Cantù avvisata, mezza salvata.
Hickey, è più contento per la salvezza o più arrabbiato per le sconfitte contro Trieste e Treviso?
«Sicuramente non ci piace perdere. Erano due occasioni importanti e non le abbiamo sfruttate. Va anche detto che gli avversari hanno giocato molto bene. Queste sconfitte devono servirci per ritrovare compattezza, lavorare sodo e tornare concentrati sugli aspetti fondamentali del nostro gioco. È il momento di ricompattarci e ripartire tutti insieme».
Come ha trovato la squadra al suo rientro?
«Ho trovato un gruppo che aveva costruito un'identità ben definita. I ragazzi stavano facendo bene, avevano trovato un buon equilibrio anche dopo i cambiamenti nel roster. Perciò il mio approccio è stato molto umile: sapevo di dovermi reinserire gradualmente e riguadagnare la fiducia di tutti. Il mio obiettivo era dimostrare di poter essere ancora una risorsa importante per il team».
Come si trova con Semaj Christon?
«Mi trovo molto bene. È un play di grande esperienza, legge il gioco in modo eccellente e conosce bene il sistema. Per me è stato naturale adattarmi a lui: possiamo convivere. La cosa più importante è la fiducia reciproca, e io mi fido completamente di lui. So che può guidare la squadra e questo per me è fondamentale».
Che emozioni prova nell’affrontare Cantù, sua ex squadra?
«Cantù è una piazza importante, per me rappresenta una tappa significativa della carriera. Però quando si scende in campo bisogna mettere da parte le emozioni e pensare a fare il proprio lavoro. Sarà una partita speciale, anche perché torniamo a giocare davanti ai nostri tifosi, in un momento delicato della stagione. Questo può darci una spinta in più».
Quanto ha sofferto a stare fermo per la lunga squalifica?
«È stato molto complicato. Restare lontano dal campo, dai compagni e dalla routine quotidiana non è mai semplice. Ho cercato però di accettare la situazione e trasformarla in un’occasione per crescere. Voglio ringraziare la società per la fiducia che mi ha dimostrato: non era scontato e per me ha significato molto».
A proposito: quanto la ha aiutata in quei 4 mesi sentire l’affetto della società, dei compagni di squadra e dei tifosi?
«Fondamentale. Anche se non ero in campo, mi sono sempre sentito parte del gruppo. Ho vissuto ogni partita con la squadra, anche da fuori. I tifosi qui sono qualcosa di speciale: ti fanno sentire parte di una famiglia, soprattutto nei momenti duri. Ho ricevuto tanto affetto, ciò mi ha dato grande forza per tornare».
Come squadra che obiettivo vi siete dati per queste ultime tre partite?
«Dobbiamo pensare una gara alla volta, senza fare calcoli. Il campionato è molto competitivo, ogni partita può fare la differenza. Abbiamo ancora una chance di andare ai play-off e dobbiamo crederci, ma possiamo controllare solo quello che dipende da noi. L’obiettivo è vincere la prossima partita, poi vedremo cosa accadrà».
Che partita si aspetta sabato?
«Mi aspetto una gara intensa. Anche loro stanno lottando per i propri obiettivi, sarà una sfida dura e combattuta. In questo momento della stagione ogni possesso conta».
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